I calabresi obbligati a stare lontano dalla propria terra come degli esiliati senza aver commesso alcun reato ma perché in tempo di COVID-19 si trovavano in altre Regioni per studio o per lavoro. Il danno oltre alla beffa. Una comune affermazione sempre attuale quando non si è responsabili di alcunché. La mancanza di lavoro che da sempre si registra nell’ultima Regione dell’Europa, Calabria, costringe i giovani ad emigrare in cerca di un’occupazione rappresenta il danno che subiscono. Il Coronavirus ha creato in tutti questi emigrati la beffa di non poter rientrare nelle proprie residenze d’origine a causa delle ristrettezze emanate e dal Governo ed ampliate dalla Regione. Il Movimento Difesa del Cittadino richiama l’attenzione della Presidente Iole Santelli affinché apra i confini della Calabria ed i calabresi che voglio rientrare lo possano fare. “C’era da aspettarselo! – dichiara – Giorgio Durante – Nessuna apertura alle istanze di migliaia di calabresi che sono destinati a veder prolungare il proprio esilio per l’incapacità di organizzare il rientro in sicurezza nelle proprie case”. “Il comunicato emesso dalla Regione Calabria lascia a dir poco perplessi – afferma Giorgio Durante, coordinatore regionale del Movimento Difesa del Cittadino, associazione nazionale membro del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti -. Su un’importante testata regionale la presidente Santelli avrebbe affermato “i provvedimenti di chiusura della Regione sono in linea con i decreti del Governo nazionale: di fatto è stata seguita la nostra linea impedendo la mobilità interregionale”. “Della chiusura della mobilità regionale fino a fine maggio – prosegue Durante – non lo abbiamo letto da nessuna parte. Noi siamo rimasti al decreto del 10 Aprile, dov’è scritto” “Il Dpcm estende le misure di contenimento dell’epidemia di Coronavirus fino al 3 maggio 2020»”.“Cosa abbia letto e dove la presidente della Regione Calabria non si capisce – affonda Durante nel motivare il suo intervento sul tema della prevenzione e della sicurezza -. Il rigore e la responsabilità alla quale fa riferimento la Presidente Santelli doveva essere messa in campo prima, quando un’onda di irresponsabili ha preso d’assalto bus e treni e ha raggiunto la Calabria, aiutando la diffusione del virus, oppure nel prendere provvedimenti per salvaguardare la sicurezza di centinaia di anziani e di operatori rimasti davvero alla mercè di irresponsabili gestori di RSA. Se si registra un certo numero di contagi in Calabria è proprio a causa di queste leggerezze, chiamiamole così, causate anche da scelte a dir poco sbagliate dai vertici locali della Protezione Civile che doveva gestire l’emergenza: come, ad esempio, il controllo e il censimento dei rientranti, oppure il rispetto dei protocolli delle RSA da parte delle ASP”. Continua ancora il coordinatore regionale di MDC: “Stupefacente pure la sua affermazione «rimango convinta che la Politica abbia l’obbligo di coerenza e non debba farsi condizionare dagli argomenti suggestivi spesso strumentalizzati, ma bensì deve attenersi ai dati reali, sanitari e soprattutto al buonsenso orientato alla protezione dell’individuo e della comunità che rappresenta». Ma i dati reali, come il buonsenso e la protezione dell’individuo, la Presidente li tira fuori solo adesso? Potrebbe spiegarci perché la nutrita pattuglia di giovani studenti calabresi, e sono tanti quelli che ad esempio si trovano a Perugia, non possano rientrare? Conosce la Santelli i dati dell’Umbria? Contagi zero. Villa Torano, invece, in provincia di Cosenza, ne conta oltre 100. Ci dispiace che la Presidente si permetta di tirare in ballo in modo così strumentale i sentimenti, mentre fa finta di ignorare le eventuali conseguenze sulla salute mentale di giovani costretti all’esilio forzato, oltre alle non meno importanti conseguenze economiche cui sono costrette a far fronte le famiglie, con spese impreviste. A questo punto, perseverando nel suo intento, se ne faccia carico lei o i suoi uffici. Un Governatore deve muoversi sempre sul principio dell’etica e della giustizia, e su una capacità di analisi di tutti gli aspetti di una problematica. Troppo facile e superficiale, per non dire infantile, liquidare il tutto con un augurio ai giovani rimasti al Nord che «possano tornare per un grande abbraccio liberatorio».Conclude il coordinatore MDC Calabria, Giorgio Durante: “Presidente prenda atto di non essere in grado nel gestire un rientro in sicurezza di tutti coloro che per rispetto delle norme e dei propri conterranei sono rimasti nei luoghi di studio e lavoro. Faccia l’unica cosa sensata che a questo punto può fare: organizzi bus e treni speciali, faccia i tamponi laddove i sanitari lo ritengano opportuno e restituisca alle proprie famiglie e alla propria terra tutti coloro che si sono, loro si per davvero, sacrificati per tutti gli altri calabresi”.
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