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Coronavirus: Il comodo ruolo dell’opposizione nei momenti critici del Paese

Non ha alcun senso affermare di continuo da parte delle opposizioni che i provvedimenti emanati ad oggi dal Governo, e quelli che emanerà in seguito, sono insufficienti per combattere l’epidemia COVID-19 e risolvere i problemi dei cittadini poveri a causa della perdita del lavoro.

Il COVID-19 sta contagiando il mondo intero e mietendo vittime in ogni angolo della terra. Allo stato attuale nessun farmaco o vaccino è stato ancora trovato da parte dell’intero arco scientifico mondiale.

In Italia di fronte a questo dramma la campagna elettorale è l’unica cosa che non “muore” mai.

A tenerla sempre in vita le opposizioni che, pur dichiarandosi disponibili al dialogo con la maggioranza, trovano sempre il modo come propagandare il loro dire che è diverso da quello che afferma il Governo.

In tempi diversi da quelli che si stanno vivendo in questi mesi, è giusto che avvenga: la critica alla gestione governativa è il sale della democrazia. Oggi non può essere così. L’opposizione dica con quali strumenti si può combattere il contagio e come sostenere economicamente le grandi fasce di povertà che si stanno creando dopo l’effetto Coronavirus. Sparare cifre astronomiche in sostegno della povertà senza dire come procurarle, non ha senso.

L’ex Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sembra avere un intuito particolare: stare alla larga dalle decisioni importanti e impopolari.

Chi non ricorda l’uscita di Salvini dal Governo Giallo-Verde (nato in seguito alle elezioni politiche del 4 marzo 2018) dopo appena quindici mesi di vita e alla vigilia della manovra finanziaria? Una manovra non facile che doveva evitare l’aumento dell’IVA e dare un sostegno economico ai cittadini disoccupati. Matteo Salvini ha preferito starsene fuori da quest’impegno e continuare a fare campagna elettorale sui provvedimenti adottati dal Governo Conte-2. In piena emergenza Coronavirus la campagna elettorale di Matteo Salvini e di tutto il centrodestra è sempre attuale: “Occorre mettere a disposizione dei cittadini e delle imprese 100 milioni di Euro per fronteggiare la difficile crisi economica”. Cifra, 100 milioni di Euro, che forse è anche insufficiente ma si dica, però, come reperirla senza affossare in seguito l’economia del Paese e come rientrare dal disavanzo che si creerebbe. Dare oggi senza mettere in essere gli strumenti idonei per non dover togliere dopo è soltanto campagna elettorale. I cittadini vogliono fatti e non parole. In casi come questi, quando a determinare il modo di vivere è COVID-19, l’unità d’intenti da parte dell’intero apparato politico è ciò che serve. L’Albania, un tempo non molto lontano disprezzata da qualche settore politico, oggi si sta dimostrando solidale nei confronti dell’Italia e degli italiani senza alcun proclamo che faccia pensare ad interessi propri. È in Italia che non s’intravede ancora la giusta coesione tra forze politica pur di fronte alla drammatica situazione che si sta vivendo.   

Giuseppe Livadoti

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