A Jesi, dopo lunga malattia, è morto a 80 anni il tenore Giorgio Merighi, ferrarese di nascita ma jesino di adozione. Dal 1992 al 1994 è stato direttore artistico della stagione lirica del Teatro di Tradizione Pergolesi di Jesi. Dopo gli studi al Conservatorio Rossini di Pesaro, debuttò giovanissimo allo Sperimentale di Spoleto in “Un Ballo in maschera”. Nel suo repertorio tutti i grandi i ruoli tenorili di Verdi, Puccini, Mascagni, da Pinkerton al Duca di Mantova, da Radames a Rodolfo, da Manrico a Alfredo, con varie incursioni nella musica contemporanea: Perséphone di Stravinskij, Cardillhac di Hindemith, I capricci di Callot di Malipiero, Il Giocatore di Prokofiev, interpretati sui maggiori palcoscenici internazionali. Si è infatti esibito presso l’Opera di Parigi, lo Staatsoper di Vienna, il Bunka Kaikan di Tokyo, il Deutsche Oper di Berlino, lo Staatsoper di Amburgo. Senza dimenticare i tanti teatri italiani, dalla Scala al San Carlo di Napoli, dall’Area di Verona, al Festival Puccini di Torre del Lago. Molte le incisioni discografiche. Dal 2012 era presidente onorario dell’Accademia Musicale Gaspare Spontini di Maiolati Spontini. Lascia la moglie Elena Cervigni e due figli. I funerali si svolgeranno mercoledì 15 gennaio, alle 15, nella Chiesa San Giovanni Battista (San Filippo) di Jesi.
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