Milano. Nuove regole per la vendita di beni e alimenti a sostegno dei bisognosi

Milano sempre più attenta a tutelare i gesti di solidarietà dei suoi cittadini preservandoli da truffe ed eventuali raggiri. Con 28 voti favorevoli, 2 astenuti e nessun contrario è stato approvato dal Consiglio comunale il “Piano comunale per disciplina delle cessioni a fini solidaristici”. Il provvedimento mira a identificare i luoghi, gli orari e le caratteristiche dei soggetti non commerciali che possono attuare tale tipo di attività al fine di sostenere iniziative solidali o di ricerca. “Grazie a questo provvedimento, voluto dall’Amministrazione e sostenuto dal lavoro dell’intero Consiglio comunale vogliamo tutelare le buone intenzioni dei cittadini che con i loro piccoli gesti, ogni anno, sostengono tante e iniziative di solidarietà, di beneficenza e di ricerca”. Così l’assessora alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani che prosegue:” provvedimento che disciplina in modo chiaro i tempi, i luoghi e le modalità con cui sostenere la ricerca e le diverse associazioni solidaristiche mettendo al riparo i milanesi da truffe e raggiri”. “Nuove regole che hanno come principali finalità quelle di una maggiore tutela del cittadino nei confronti degli enti che svolgono attività benefiche e di raccolta fondi; la corretta coesistenza fra il commercio in sede fissa o itinerante e le attività oggetto della regolamentazione evitando l’eccessiva concentrazione delle attività promozionali in vicinanza di negozi con categorie merceologiche affini. A tal fine, abbiamo ascoltato tutti i soggetti interessati a partire dalle Associazioni di categoria e raccolto proposte, criticità e osservazioni per formulare un piano idoneo a tutelare cittadini, esercenti ed enti attraverso regole certe di cui, d’ora in poi, disporre”. Cosi commenta la consigliera Laura Specchio, Presiedente della Commissione Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio. Nello specifico il piano indentifica come “cessioni ai fini solidaristici” le attività in cui realtà non commerciali quali Onlus, Organizzazioni di Volontariato, Associazioni senza scopo di lucro, Associazioni di Protezione Civile, Associazioni Familiari, Cooperative Sociali, Enti Associativi direttamente o tramite il proprio personale o soggetti volontari, offrono al pubblico merci in cambio di una offerta libera, anche predeterminata nell’importo minimo, destinando tali proventi esclusivamente a scopi di beneficenza, di sostegno a iniziative caritatevoli, solidaristiche o di ricerca. Attività che può avvenire sia su suolo pubblico che in area privata. Oggetto delle cessioni potranno essere prodotti alimentari confezionati non deperibili che non necessitano di particolari trattamenti di conservazione, con l’esclusione dei superalcolici oltre a prodotti non alimentari di qualunque tipo con l’esclusione di armi, medicinali, tabacchi e generi da fumo. I beni in oggetto devo essere di modico valore ma soprattutto devono essere ceduti esclusivamente a corpo e non a misura. L’Amministrazione, tenuto conto delle caratteristiche del territorio comunale, della sua densità commerciale e dell’intensità dei flussi di pubblico, ha identificato 53 aree in cui poter esercitare le azioni di raccolta fondi, favorendo le possibilità di successo delle iniziative senza però distrarre risorse alle attività commerciali presenti in loco. Le attività di raccolta fondi potranno avvenire dalle ore 8 alle ore 22 per un periodo non superiore ai due giorni, con un intervallo minino di 30 giorni tra un’iniziativa e l’altra, effettuata del medesimo soggetto. Il limite dei due giorni potrà essere superato solo nel caso di raccolte fondi volte a sostenere emergenze dovute a venti calamitosi straordinari. Ogni soggetto promotore potrà effettuare al massimo sei iniziative di fundraising per ciascun anno solare al fine garantire in giusto turnover tra le diverse realtà presenti in città. Per tutelare maggiormente i gesti solidali compiuti dai cittadini, per tutta la durata dell’iniziativa gli organizzatori dovranno esporre una chiara segnaletica che riporti oltre al nome dell’ente promotore anche lo scopo perseguito con la raccolta fondi oltre alla dizione “offerta libera”, eventualmente predeterminata nell’importo minimo. Infine, se l’attività di raccolta fondi avviene su area pubblica, questa non potrà eccedere i 9 metri quadri e potrà essere occupata solo con un banchetto o con un gazebo di color ecrù/avorio come previsto dal regolamento che disciplina il commercio su aree pubbliche.

Redazione

Recent Posts

Trento Sotterranea: archeologia, storia e misteri sotto la città

Trento Sotterranea rappresenta un lato affascinante e poco conosciuto della città, un viaggio tra archeologia,…

7 ore ago

Meloni: “Dall’Ue 14 miliardi per contrastare il caro energia. L’Italia ha fatto valere i propri interessi”

La Commissione europea ha accolto la richiesta dell’Italia di ottenere una maggiore flessibilità di bilancio…

10 ore ago

Provincia di Crotone il Presidente Antonio Ammirati assegna le deleghe ai Consiglieri

Provincia di Crotone il Presidente Antonio Ammirati assegna le deleghe ai Consiglieri A distanza di…

11 ore ago

Unipg, arte e tecnologia si incontrano nelle “Soglie del Fare”: il FabLab come nuova frontiera della creazione contemporanea

L’arte del XXI secolo nasce sempre più spesso dall’incontro tra creatività umana e innovazione tecnologica.…

13 ore ago

Energia, l’Ue apre alla flessibilità fiscale: fino allo 0,6% del Pil in tre anni per accelerare la transizione energetica

La Commissione europea propone una nuova forma di flessibilità fiscale per aiutare gli Stati membri…

15 ore ago

Perugia. Arte e artigianato, il dialogo che genera senso: riflessioni tra ceramica, memoria e creatività contemporanea

PERUGIA – L'arte e l'artigianato non come mondi separati, ma come linguaggi complementari capaci di…

16 ore ago