Categories: Travel

Crac per Thomas Cook: Londra riporta indietro 165 mila connazionali

Un’amara sorpresa per migliaia di viaggiatori. Thomas Cook, uno dei marchi più noti del Regno Unito e per decenni il tour operator di riferimento, ha cessato le attività nel cuore della notte dopo 178 anni di servizio. Il crac lascia 22 mila persone (9 mila in Inghilterra) senza un lavoro e all’incirca 600 mila clienti nelle località turistiche (più oltre un milione di prenotazioni nei prossimi giorni) che ora dovranno tornare a casa con un altro mezzo. Londra ha avviato la maggiore operazione di rimpatrio in tempo di pace, l’“Operazione Matterhorn” per riportare indietro 165 mila connazionali. Prosegue per ora il servizio di Condor, l’affiliata tedesca che però ha chiesto un prestito ponte al governo di Berlino. Il colosso dei viaggio ha dichiarato il crac verso le 3 di notte dopo che i vertici non sono riusciti a concludere un accordo di salvataggio e raccogliere ulteriori finanziamenti per 200 milioni di sterline. Motivo per cui il board della società “non ha avuto altra scelta che avviare i passi necessari per entrare in bancarotta con effetto immediato”. Il dipartimento inglese dei trasporti ha fatto sapere che tutti i clienti di Thomas Cook che dovevano rientrare a casa nelle prossime due settimane lo potranno fare grazie ai voli charter messi a disposizione dall’agenzia dell’aviazione civile del Paese oppure saranno riprenotati su altri voli. I collegamenti speciali sono già iniziati lunedì mattina e non comportano costi extra grazie al meccanismo “Atol” inserito al momento della prenotazione in agenzia viaggi e che tutela i consumatori inglesi in caso di fallimento della compagnia aerea riportandoli a casa gratuitamente. Il dipartimento dei trasporti ha comunque spiegato che “un piccolo numero” di vacanzieri potrebbero dover sborsare ulteriori soldi per acquistare un nuovo biglietto di ritorno e chiedere poi – quasi invano – il rimborso da Thomas Cook. Secondo molti la principale causa è stata l’incapacità di Thomas Cook di adattarsi ai tempi e ai cambiamenti delle abitudini dei viaggiatori inglesi ed europei. Oggi le persone tendono a fare sempre meno affidamento alle agenzia di viaggi (fisica) per acquistare un volo o un albergo e si rivolgono sempre più alle piattaforme online. Un’altra ragione sta nella concorrenza – di prezzi e rotte – delle low cost, a partire da easyJet e Ryanair che ha portato il vettore Thomas Cook a perdere quote di mercato. La terza motivazione è nella guerra sulle rotte transatlantiche che in molti casi ha dimezzato le tariffe in pochi anni. Il gruppo ha dovuto competere sui prezzi (in particolare con Norwegian Air) ma erodendo i profitti.

Redazione

Recent Posts

Elezioni in Brasile, si va al ballottaggio. Flávio Bolsonaro batte Lula al primo turno: «È la fine della sinistra»

Il Brasile torna alle urne il 25 ottobre per il ballottaggio delle elezioni presidenziali. Al…

1 ora ago

Vittorio Sgarbi, il critico d’arte che ha trasformato la cultura in spettacolo

Vittorio Sgarbi si trova al Policlinico "Gemelli" di Roma. Il noto critico d’arte da mercoledì…

2 ore ago

Verbania, torna il Festival Concorso “Insieme”: dal 1° al 9 maggio 2027 musica, danza, teatro e cinema

Torna con la sua XXIII edizione il Festival Concorso “Insieme”, manifestazione dedicata alla musica, alla…

8 ore ago

Antonelli a un passo dalla storia: +84, il Mondiale può arrivare ad Austin

Kimi Antonelli è sempre più vicino a un traguardo che potrebbe entrare nella storia della…

14 ore ago

Da Mattarella a Marianelli, Assisi parla di pace: San Francesco unisce Zuppi e fra Moroni

Assisi celebra oggi gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, avvenuta nel 1226, con…

16 ore ago

Perugia. Ferdinandi: «A ottocento anni, il messaggio di Francesco ci chiama alla responsabilità della pace»

In occasione delle celebrazioni dedicate a San Francesco d’Assisi, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi…

19 ore ago