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Johnson pronto a dimettersi: vuole prendere tempo per fare scattare la Brexit

La legge anti no deal lunedì dovrebbe entrare in vigore a tutti gli effetti ricevendo il Royal Assent. Ma Boris Johnson non vuole chiedere alla Ue un rinvio della Brexit. Non vuole andare a Bruxelles a “implorare una proroga della Brexit. E’ una cosa che non farò mai”. “Non lo farò. Non voglio un rinvio”, ha affermato il premier. Il “dittatore” londinese dopo avere sospeso il Parlamento e portato la Gran Bretagna sull’orlo del precipizio per non essere costretto a chiedere un rinvio della Brexit, sarebbe pronto alle dimissioni. Il premier sogna ancora di vedere approvata lunedì alla Camera dei Comuni la sua richiesta di elezioni anticipate il 15 ottobre, per ottenere un nuovo mandato per negoziare con i leader europei nel vertice Ue del 17 e 18 ottobre. La sua mozione, per la cui approvazione serve una maggioranza dei due terzi, è già stata bocciata però dai Comuni e difficilmente troverà i voti sufficienti per essere approvata. Il Times riferisce di crescenti pressioni all’interno del Partito conservatore per spingere il premier a mettere in campo un ‘Piano B’, dopo che la sua strategia per la Brexit si è rivelata fallimentare. Disobbedire alla legge per forzare comunque la Brexit il prossimo 31 ottobre, costituirebbe un “pericoloso precedente”, è il monito lanciato da David Lidington, che nel precedente governo di Theresa May svolgeva il ruolo di vice premier. “Il fatto che siamo governati da uno stato di diritto è un principio talmente fondamentale che spero che nessun partito lo metta in discussione”, ha detto Lidington ai microfoni della Bbc. Dal governo trapela il malcontento per il modo in cui Johnson ha gestito il braccio di ferro sul ‘no deal’. La sua strategia è “a pezzi”, ha detto una fonte dell’esecutivo al Times. Sebbene in pubblico il governo sembri compatto dietro al premier, in privato diversi ministri avrebbero chiesto a Johnson un “fondamentale ripensamento” del suo approccio, sia nei confronti dei deputati conservatori ribelli che ai Comuni o hanno messo in minoranza, sia verso Bruxelles. Anche perché se lui si dimette le opposizioni sono pronte a formare un Governo di unità nazionale contro il dittatore Bo Jo. Quindi non sono sarà rinvio almeno fino al 31 gennaio 2020 ma anche possibilità sempre più concreta che Londra decida di rimanere nella Ue.

Redazione

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