Roma. Un parco alla memoria di Edoardo Valentini, vignaiuolo e cantiniere

E’ stato inaugurato a Roma il “Parco Edoardo Valentini: vignaiuolo e cantiniere (1933 – 2006)” in Viale Giustiniano Imperatore. Con il vice sindaco con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo anche il presidente della Fondazione Italiana Sommelier (Fis) Franco Maria Ricci e del figlio Francesco Paolo Valentini. La cantina Valentini, ottenendo riconoscimenti già nel 1868 e testimonianze documentali del 1650, è la cantina più antica d’Abbruzzo. Edoardo Valentini, con la sua concezione viticola, fu un pioniere nella produzione e con il suo impegno e la sua passione ha portato i vini abruzzesi – dei vigneti del Comune di Loreto Aprutino – Trebbiano, Montepulciano e Cerasuolo tra quelli più apprezzati al mondo. “Credo che sia la prima volta che una grande città dedica un luogo della toponomastica ad un vignaiuolo, ad una persona che rappresenta, con il corso della sua vita, il valore culturale della creazione del vino. Rispettare il territorio, la terra, i cicli climatici e la natura fu la filosofia di vita di Edoardo Valentini, fin dagli inizi. Creare vini che fossero l’espressione del territorio, che a sua volta è espressione dell’incontro tra la natura e la presenza umana nel corso della storia e con le culture che esprime, è stato il convincimento profondo su cui è nato un mito, una cultura del fare vino e una solida impresa. Valentini era convinto fosse necessario, appunto, conoscere e capire i venti, la luce, la terra di quel territorio, per fare del vino e per questo, si dice, suggeriva di rivolgersi alla lettura dei filosofi presocratici a chi gli chiedeva consigli” dichiara il Vicesindaco Luca Bergamo. “Nella sapienza necessaria per capire un territorio e per capire come “fare” un vino – continua il Vicesindaco – c’è un’immensità di cultura che non sempre riconosciamo. La scelta di intitolare un parco ad Edoardo Valentini in una grande città è un riconoscimento a lui e, simbolicamente, alla cultura che lui rappresenta e della quale è stato un alfiere, una cultura che anticipa di anni la consapevolezza di un rapporto equilibrato tra uomo e natura. Ringrazio Franco Maria Ricci e la Fondazione Italiana Sommerlier per aver proposto questa intitolazione il cui valore innovativo abbiamo immediatamente colto e la famiglia per averla accettata. Ringrazio infine il Servizio Giardini che ha fatto un grande lavoro di riqualificazione di questo parco e la Commissione toponomastica per il lavoro che ha condotto a questa realizzazione”.

Redazione

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