Arriva al Teatro Delfino l’ultimo spettacolo di Enzo Iacchetti, Libera Nos Domine, un lavoro maturo in pieno stile Teatro-Canzone, dove esprime la sua denuncia contro la moderna società. Iacchetti si racconta in un monologo intervallato da canzoni di Gaber, Jannacci, Faletti, Guccini (del quale esegue il brano che dà il titolo allo spettacolo) e alcune composte da lui stesso. Solo in scena, aiutato da effetti speciali coinvolgenti come le proiezioni virtuali animate di Francesco Criscie le sapienti luci di Valerio Tiberi, l’artista è prigioniero dell’attualità e vuole liberarsi dai dubbi che lo affliggono su progresso, amore, amicizia, emigrazione, offrendoci un’ultima ipotesi di rivoluzione. Uno spettacolo davvero unico. Affronta con ironia e provocazione la sua prigionia facendo ridere ma soprattutto emozionare con la rabbiosa delicatezza con cui cerca di salvarsi. Chiama in causa direttamente Dio, come si evince dal titolo, con un invito a dare un’occhiata alla Terra martoriata da troppi disastri, a tornarci magari per mettere a posto quel che non va. Ce la farà o sarà soltanto un grido di speranza?
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