Ecco dunque quanto stabilito dalla camera arbitrale dell’Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club (Cfcb). Se il Milan non riuscisse a rispettare il pareggio di bilancio al 30 giugno 2021 “il club rossonero sarebbe escluso dalla partecipazione alla successiva edizione delle coppe europee cui dovesse qualificarsi per le stagioni 2022/23 e 2023/24”. Alla società rossonera “saranno inoltre trattenuti si da subito 12 milioni di euro di profitti della UEFA Europa League 2018/19 e non potrà registrare più di 21 giocatori per le competizioni UEFA 2019/20 e 2020/21”. Contro questa sentenza – conclude la UEFA – la società rossonera “può presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport, come previsto dall’articolo 34(2) delle Norme procedurali dell’Organo UEFA di Controllo Finanziario dei Club e dagli articoli 62 e 63 degli Statuti UEFA”. A tal proposito la scorsa estate il TAS aveva deferito la questione alla camera arbitrale della Uefa “affinché imponesse una misura disciplinare adeguata per la violazione delle regole sulle licenze per club e sul fair play finanziario, con particolare riferimento al pareggio di bilancio. Alla luce di questo dispositivo si evince comunque che l’eventuale mercato di gennaio è salvo. Al netto dei “problemi” che multa e limitazioni successive mettono inevitabilmente sul tavolo.
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