Ho iniziato a scrivere il blog appena ho scoperto di essere incinta parlando della gravidanza da un punto diverso creando racconti di gravidanza emozionale sul web. Una sorta di diario tra me e Millimetroemezzo (è così che io e mio marito Gianni chiamavano “l’abitante della pancia”) grazie al quale comunicavo ciò che accadeva dentro di me a livello emozionale e ciò che succedeva al di fuori. Anche dopo la nascita della piccola Giorgia continuo a scrivere il blog affrontando diversi temi sociali e promuovendo buoni propositi educativi e di vita. L’essere genitori oggi in una società dove educare è sempre più difficile e dove l’educazione alle emozioni è sempre più importante.
Succede che capisco cosa voglio fare da grande e decido di seguire le mie grandi passioni (teatro, pedagogia, scrittura) facendone una professione: “Pedagogia a millimetri zero”. Il blog diventa una performance e nasce “Millimetroemezzo e altri centimetri – Di quando all’improvviso ho dovuto pensare alla cena”. Spettacolo teatrale nel quale tra racconti, ironia, risate e momenti più intensi coinvolgo il pubblico, lo trascino nell’avventura dell’attesa di un figlio e nella sua educazione dando dei piccoli spunti per una genitorialità accogliente.
Quello di favorire il cambiamento a partire dall’educazione dei nostri figli cercando di combattere quella che io chiamo la “pedagogia del terrore”. Superare metodi basati sulle grida, minacce, ricatti e violenza a favore di un’educazione fondata sull’ascolto, l’empatia e la condivisione degli stati d’animo. L’educazione non è l’esercitare il potere degli adulti sui bambini ma è l’essere guida e accoglienza insieme.
Certo! E’ in arrivo un altro Millimetroemezzo d’amore: un fratellino per la piccola Giorgia.
Per qualche mese dovrò fermarmi ma la mia mente è in continuo fermento. Continuerò a scrivere il blog con nuovo materiale, perché l’arrivo di un fratellino scombussola tutti gli equilibri e sarà una nuova avventura da narrare oltre che da vivere. Ho intenzione di raccontare per diverse vie, e non solo attraverso il blog e il teatro. Inseguire i propri sogni facendo anche la mamma non è così facile, soprattutto quando la famiglia cresce. Finora ci sono riuscita, non senza sacrifici e salti mortali. Ma credo che se una mamma è felice lo sono anche i figli. Tutti abbiamo il diritto di sognare e di realizzare ciò che ci piace, di seguire le nostre passioni e credere in ciò che facciamo. Se noi diamo l’esempio forse loro un giorno faranno lo stesso.
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