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Lombardia. Bando per lotta a bullismo e cyberbullismo

È stato pubblicato sul Burl, ‘Bullout’, il bando dell’Assessorato alle Politiche per la famiglia, Genitorialità e Pari opportunità di Regione Lombardia, che mette a disposizione 400 mila euro a fondo perduto per programmi che prevengono e contrastano bullismo e cyberbullismo, con particolare riferimento al mondo della scuola. Le domande sono aperte fino al 9 novembre. “Credo molto in questa iniziativa – spiega l’assessore Silvia Piani -, perché è importante sviluppare e diffondere un modello educativo basato sul rispetto di se stessi e degli altri. È inoltre fondamentale informare i ragazzi sui rischi dell’utilizzo improprio del web e, in particolare, dei social media, facendo comprendere loro quanto ogni forma di bullismo sia impattante sulla vita degli altri”. Ogni progetto riceverà da 10.000 a 25.000 euro e dovrà durare almeno dieci mesi. Un premio è stato riservato anche alla migliore iniziativa. Gli ambiti sui quali i progetti potranno focalizzarsi sono: genitori e rete familiare nelle azioni di prevenzione e di contrasto; bullismo e sport; bullismo, cyberbullismo e media education; sexting; educazione alle differenze; cyberbullismo ed educazione civica digitale. Gli scopi che si intende conseguire sono: sensibilizzare, informare e formare, anche informaticamente, i minori e le famiglie; proporre azioni di recupero rivolte agli autori di atti di bullismo e di cyberbullismo; suggerire azioni di sviluppo e di consolidamento delle policy di contrasto a scuola e in comunità. “Regione Lombardia – continua l’assessore Piani – è da tempo impegnata a sostenere ogni iniziativa di contrasto al bullismo e al cyberbullismo. La legge regionale n. 1/2017 ha avviato un percorso su cui stiamo investendo molto, che pone al centro la prevenzione e la sensibilizzazione di ragazzi e famiglie. Il bullismo deve essere contrastato, proprio in considerazione degli effetti devastanti che può avere sul percorso di crescita del minore”. Possono presentare la proposta gli Istituti scolastici e le Ats, come capofila, purché attivino un partenariato con almeno due Enti, tra cui Comuni, Università, associazioni e organizzazioni di volontariato ed enti del Terzo Settore. Tutti possono partecipare una sola volta a un unico progetto. “C’è ancora tantissimo da fare – conclude Silvia Piani – e noi siamo aperti a ogni contributo e ogni nuova proposta. Quello che mi sento di affermare è che il nostro impegno proseguirà: per contrastare un fenomeno che può colpire nel profondo le comunità e per garantire che la scuola e gli spazi di aggregazione rimangano luoghi di crescita, di insegnamento e di divertimento”.

Redazione

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