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Attacco di Martina: Matteo Salvini dimettiti

“Voglio dire da qui chiaro al ministro dell’Interno: uno vale uno davanti alla giustizia, caro Salvini. Non sei al di sopra della legge. Hai giurato sulla Costituzione, devi essere fedele a quella Carta, non puoi insultare un potere dello Stato indipendente”. E’ l’attacco di Maurizio Martina dal palco della Festa dell’Unità a Ravenna. “Vai a casa, non serve un ministro dell’Interno che tiene in ostaggio questo Paese” scandisce il segretario dem. E ancora rivolto al vice premier. “Devi avere rispetto, Salvini, sennò pure tu hai già perso. La vergogna delle parole di Salvini va combattuta. Caro Salvini, ti dico io da qui prima gli italiani: tu c’entri, non eri altrove, eri lì, quelle risorse sono risorse dei cittadini italiani, restituisci quei 49 milioni, non sei al di sopra della legge”, ha aggiunto. Martina sferra un duro attacco anche a Luigi Di Maio. “Chiedi scusa per bugie e falsità sull’Ilva. Sono andati in giro, in lungo e in largo, a cercare fantomatiche soluzioni, salvo poi chiudere la partita esattamente nel solco del lavoro che i governi del Pd avevano costruito. Caro Di Maio, se hai una faccia sola, chiedi scusa a Taranto e all’Italia per le bugie che hai raccontato e per le falsità che hai venduto prima della campagna elettorale e anche dopo” attacca . “Costava meno dirlo in campagna elettorale. Hanno confermato il lavoro che abbiamo fatto noi e ci hanno fatto costare questa sceneggiata 80 milioni di euro. Su quale conto lo mettiamo, caro Di Maio, chi paga?” ha aggiunto. Affondo anche al premier Giuseppe Conte: “non si fanno concorsi su misura, dimettiti Un presidente del Consiglio non può “farsi costruire su misura i concorsi per avere una cattedra”. “E’ una vergogna, vai a casa”, dice il segretario del Pd, Maurizio Martina, nel comizio finale della Festa nazionale de l’Unità. “Mi rivolgo al dottor Conte che in pochi giorni è passato dalla propaganda sull’avvocato difensore del popolo a diventare avvocato difensore della Lega. Se vuole fare quello vada a casa. Non si fanno costruire su misura concorsi per avere le cattedre. E’ una vergogna. Siamo alla repubblica delle banane”.

Redazione

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