Due donne, al Nord e al Sud, due memorie, due vite dedicate ad un ideale comune: liberare l’Italia dall’occupazione nazi-fascista. Stesso tempo, stessa storia, luoghi diversi. Al Nord, in Piemonte, a Torino e nelle valli circostanti, è la vedova di Piero Gobetti, Ada Prospero, 41 anni, che impegna se stessa, la famiglia e la gente a lottare per prevenire e sanare le sciagure, le uccisioni, le stragi operate dai nazi-fascisti. Una lotta che è anche risposta armata, organizzando gruppi di uomini e donne in grado di attaccare o di difendersi dalle truppe tedesche. Al Sud, in Abruzzo, a Sulmona, Iride Imperoli Colaprete, 25 anni, orfana di padre, donna intelligente e sarta di professione, sceglie di impegnarsi nell’aiuto ai prigionieri di guerra, fuggiti dopo l’8 settembre dal campo di concentramento di Fonte d’Amore. Un settore d’intervento che accomuna le due donne, perché anche Ada Gobetti, appena nominata vice-sindaca, si occuperà dell’aiuto ai prigionieri politici usciti dalle carceri al momento della liberazione. Iride invece si occuperà della fuga dei prigionieri di guerra alleati, accompagnandoli a Roma, fino alla Città del Vaticano, dove aveva instaurato rapporti con l’ambasciata inglese, tramite il famoso prelato, Mons. O’Flaherty. Diventa la staffetta Sulmona-Roma
Due donne, due artefici di tipologie di resistenza. La Resistenza armata, quella di Ada Gobetti e la Resistenza Umanitaria, quella di Iride Imperoli. Il libro di appunti di Ada Gobetti, pubblicato col titolo “Diario Partigiano” è un resoconto giornaliero di tutta l’azione organizzativa, tutti i contatti, tutte le operazioni gestite da Ada. La fama di essere stata la moglie di Piero Gobetti ne fa un personaggio di rilievo, ma soprattutto la sua capacità di coordinamento dei gruppi, i suoi rapporti personali con i responsabili (Duccio Galimberti) o con intellettuali (Benedetto Croce), la conoscenza delle lingue da insegnante di scuola diventano strumenti di elaborazione resistenziale. Con lei, il figlio diciottenne Paolo e il secondo marito Ettore Marchesini. Una famiglia a servizio della causa. Iride, da sola, animata dalla solidarietà dell’organizzazione spontanea nata tra le gente semplice e povera del Borgo Pacentrano a Sulmona, sotto la guida di semplici contadini come Roberto Cicerone o del dentista Mario Scocco, accompagna e mette in salvo parecchi ufficiali alleati ed ebrei. Tra loro, William Simpson, John Furman, Joseph Pollak, che scriveranno l’autobiografia. In particolare Sam Derry, che diventerà il braccio destro di Mons. O’Flaherty che, con la Rome Organization, salverà oltre tremila persone tra prigionieri alleati ed ebrei. Ada Gobetti, attraverso numerose e difficili disavventure, tra cui stabilire rapporti con la resistenza francese, riuscirà ad arrivare sana e salva, con marito e figlio, alla liberazione di Torino, dopo il 25 aprile 1945. Italo Calvino, nella nota introduttiva al libro di Ada Gobetti, la descrive: “una donna, non una delle tante semplici donne italiane che in quel periodo furono spinte da un istintivo desiderio di pace e di giustizia a una superiore coscienza civile, ma una donna la cui vita era già segnata dalla lotta antifascista”. Iride Imperoli Colaprete viene catturata dalla Gestapo a Roma nei primi giorni del 1944. C’era stata una delazione, forse da Dick Messenger, una specie di ufficiale medico, catturato ubriaco dai tedeschi e che dà motivo di realizzare una retata di cittadini di Sulmona, incarcerandoli prima a Bussi e da qui a Civitaquana. Anche la madre e la sorella di Iride vengono incarcerate. Furono catturate decine e decine di persone, uomini e donne, rinchiusi in una casa adibita a carcere. A Civitaquana il Tribunale Militare Tedesco emette quattro condanne a morte. Fortunatamente, i quattro, di notte, una notte di pioggia e di tempesta, riescono a fuggire dalla cantina dove erano stati reclusi. Della sua vita in carcere e della sua azione di resistenza umanitaria, Iride ha lasciato un documento scritto con l’aiuto del figlio Salvatore Colaprete, un opuscolo inedito, riportato in parte nel libro “Terra di Libertà, storie di uomini e donne nell’Abruzzo della seconda guerra mondiale” a cura di Maria Rosaria La Morgia e Mario Setta, in cui si possono leggere queste parole sincere e impressionanti:ROMA - Giovedì 16 luglio 2026, presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio a Roma,…
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