Si va avanti ad oltranza. Le ricerche di Iuschra continuano ma la dodicenne non si trova e si inizia a temere il peggio. Ogni istante che passa crescono l’apprensione e la paura. Trecento persone stanno cercando la ragazzina pachistane affetta d’autismo nei boschi e nelle cavità carsiche attorno a Serle. Il padre spera. “E’ forte, non può succederle nulla di brutto”. La madre è rimasta a casa per prendersi cura degli altri tre figli. “Non riesco a capire come possa essere accaduto tutto questo – spiega Filippo Perrini, direttore generale dell’ente – Noi cerchiamo di fornire servizi d’eccellenza. Anche per questo “Progetto estate” abbiamo usato questo metro. Basti pensare che il rapporto fra operatori e ragazzi è quasi di uno a uno”. Iuschra aveva accanto a sé una persona dedicata, un’operatrice di 48 anni. La bimba, appena scesa dal bus, ha iniziato a correre, ma poi è stata fermata. Data questa sua innata volontà di muoversi, l’operatrice le ha consentito di correre sul prato. Ma poi l’ha persa di vista ed è cominciata questa storia. Gli uomini del Centro Operativo Mobile del soccorso alpino e speleologico della Lombardia sono in azione nei boschi di Serle. Il lavoro è particolarmente lungo e complesso: sono 22 i chilometri di grotte e anfratti della zona.
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