Aspettavo da giorni una marea, forte, capace di disincagliare la “ Pegasus “ e riprendere a navigare nello spazio infinito dei sogni. Sono state notti di tempeste in successione, come se a un certo momento il mare volesse in qualche modo raggiungermi e farmi annegare assieme al mio ultimo sogno ancora da vivere, ancora da scartare dalle sottili filigrane argentee che luna beffarda da matrigna mi fece trovare a ridosso di un’alba stagnante all’orizzonte. Da poco lei è sgusciata via, lasciando la sua forma e il profumo di se, e capelli d’aurora! E sgusciata via come un pensiero nella mente, lei con la forma di un ricordo in una notte di tante altre sciupate nell’inutile attesa ai margini di un desiderio. Succede quasi tutte le notti tra le mura della mia stanza arlecchina che baratta ogni minuto d’attesa con un mio sogno già vissuto ma ancora vivo giovani e forti emozioni. Pur di averla ho offerto a quell’altare la migliore anima, la migliore vita, la più bella felicità! Per le sue labbra sono rimasto qui. Per le sue mani sono andato oltre gli orizzonti visti e immaginati da dietro un oblò. Per lei sono rimasto qui. Vorrei averla qui adesso, vorrei darle un bacio sott’acqua, nel riflesso di luna, vorrei insegnarle a volare con la mia “ Pegasus”, abbracciarla dalla schiena e guardarle il viso tinto dalle aurore di un universo in cui siamo io e lei. Vorrei vedere i miei occhi e il mio sorriso che si accendono vedendola arrivare, sentendola fremere tra le mie braccia. Vorrei poi iniziassi a ridere, quella tua risata che mi manca così tanto, che scopre i tuoi denti dritti, che brilla nei tuoi occhi. E sono qui ad attendere la prossima luna che ti porterà a me e quando verrai ti porterò al mare, di notte, così potrò baciarti fino a toglierti il respiro, senza che nessuno dalla spiaggia ci veda, potrò stringerti a me, forte, senza paura! Uniti dall’acqua che ci separa, e ci unisce in un desiderio l’uno dell’altra senza fine, senza sosta. Potrò sentire il tuo viso tra le mie mani, mentre le mie dita ti accarezzano lente i contorni delle tue labbra, dei tuoi occhi, per sentire vita pulsare in noi, come ogni volta in cui ti sfioro, in cui ti guardo, in cui ti prendo per mano e mi baci. Mi sono innamorato di te in uno sguardo, come una vela del vento, e sa che non potrà più farne a meno, che senza non potrà più vivere. E forse quando sarai qui, quando saremo insieme sotto questo cielo stellato, mi fermerò a guardare te, che sei tu il mio cielo pieno di stelle, e allora, in quell’istante, con gli occhi fissi a te che guardi il cielo e il mare, e ti tengo stretta a me con un braccio, forse lì, saprò dirtelo: “ Lo senti questo amore che vive di noi ? “

Redazione

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