“Se qualcuno rallentasse ancora questo processo di cambiamento facendo saltare 15 giorni di lavoro e sacrificio, sarei ancora arrabbiato”. Sono le parole del segretario Matteo Salvini al termine di una riunione informale con i vertici della Lega sulla formazione del Governo Conte. “Passi indietro la Lega ne ha già fatti abbastanza: abbiamo già fatto tutto quello che potevamo fare” ha aggiunto il Capitano rispondendo a chi gli chiedeva se intende fare passi indietro sulla lista dei ministri. “Stasera daremo al presidente del consiglio incaricato i nomi della Lega che sono pronti a fare i ministri e lavorare per il bene dell’Italia: non ne faccio una questione di nomi e cognomi ma di rispetto del voto degli italiani” ha aggiunto il capo delle camicie verdi. “Speriamo che nessuno abbia nulla da eccepire sulla lista dei nomi proposti dalla Lega – ha proseguito – avere dei ministri che vanno in Italia, in Europa e nel mondo a difendere gli interessi degli italiani è un valore, è un pregio ed è un orgoglio”. “Per rispetto sia del presidente del Consiglio che del presidente della Repubblica i nomi li consegnerò al presidente del Consiglio che lo discuterà con il presidente della Repubblica. Secondo noi la squadra che parte è quella che vince, che risponde ai sentimenti, alle necessità e ai desideri dei cittadini italiani”. “Ovviamente come in Italia mai nessuno ha eccepito su un ministro belga, tedesco o francese – ha proseguito Salvini facendo sempre riferimento a Paolo Savona – é altrettanto chiaro è evidente che i ministri che rappresentano gli italiani non devono necessariamente avere il gradimento dei tedeschi, dei francesi o di chiunque altro”. “Renzi è stato archiviato dagli italiani. Chi ha devastato l’economia e le banche italiane dovrebbe avere il pudore di tacere”. Così ancora il segretario della Lega, Matteo Salvini, replica all’ex segretario del Pd che ha addebitato a lui e a Luigi Di Maio l’aumento dello spread. Interpellato in via Bellerio, Salvini ha aggiunto di riferirsi “a Renzi e a tutti quelli che nel Pd si stanno scannando per diventare segretario di un partito che è morto”.
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