Il M5S sfida anche la realtà dei numeri? Sembrerebbe proprio così. Nonostante la finestra del voto a giugno sia materialmente chiusa (servono 60 giorni per via del voto all’estero) Luigi Di Maio dice no al Capo dello Stato Sergio Mattarella e chiede il voto subito. Il candidato premier dei grillini ha forse compreso che non ha vinto le elezioni del 4 marzo e che non ha i numeri per governare? Ha insultato ed escluso prima Silvio Berlusconi provando a tirare dalla sua parte Matteo Salvini. Poi ha provato a convincere il Pd trovando però questa volta la porta chiusa da Matteo Renzi. Salvo poi insultare anche l’ex premier fiorentino. Ora che per il M5S è game over, la posizione in vista delle nuove consultazioni, è insostenibile. “Diciamo no a un nuovo Nazareno” afferma il politico napoletano al Fatto Quotidiano. “Spero non ci sia opposizione e che si vada al voto il prima possibile, anche il 24 giugno. Abbiamo studiato che si può fare. Un governo ‘di tregua’ tradirebbe il popolo”. Di Maio ha capito che il M5S non può dettare legge quindi chiede delle elezioni che, comunque, non si potrebbero tenere prima di ottobre. Ergo fino ad allora un Governo bisognerà farlo. Adesso Di Maio teme che “Berlusconi e Renzi sono d’accordo. Ora sarà Salvini a decidere se aiutarli o meno a fare un governo contro di noi. Stanno già cercando il pretesto, le riforme o una nuova legge elettorale. Ma una nuova legge non si può fare, ci infileremmo in un inferno. Bisogna tornare al voto, il 24 giugno”.
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