Alberi per il sito di Rho-Pero: prosciolto il sindaco Sala

Beppe Sala non ha commesso alcun illecito quando fornì 6 mila alberi per il sito di Rho-Pero, destinato all’Expo alle porte di Milano. Il gup del capoluogo ha prosciolto il sindaco, all’epoca ai vertici di Expo, dall’accusa di abuso d’ufficio perché “il fatto non sussiste”. Respinta la richiesta dei sostituti procuratori generali Vincenzo Calia e Massimo Gaballo di mandare a processo Sala.

Secondo il giudice, le prove raccolte dai magistrati della procura generale a carico di Sala non bastano per sostenere l’accusa in un processo penale. Da qui la sua pronuncia di “non luogo a procedere” per il sindaco “perché il fatto non sussiste”.

Beppe Sala e altri 7 a processo per falso

Sono stati invece rinviati a giudizio gli altri 7 imputati, tra cui due società e l’ex manager di Expo Angelo Paris, accusati in concorso con Sala di falso. Per questa accusa l’ex a.d. di Expo è già a processo. Il processo per Paris e per gli altri imputati Piergiorgio Baita, ex a.d. della Mantovani, e per l’ex dg di Infrastrutture Lombarde, Antonio Rognoni, si aprirà il 7 giugno davanti alla decima sezione penale di Milano. Il processo a carico di Franco Morbiolo, ex presidente della Coveco, consorzio di Coop rosse del Veneto, per l’architetto Dario Comini e per lo stesso Baita oltre che per le due società Coveco e Mantovani Spa, invece, si aprirà il prossimo 11 ottobre a Como.

La procura generale contestava a Sala una serie di violazioni legate all’affidamento diretto della fornitura per il “verde” di Expo, assegnato senza bando di gara alla Mantovani, gruppo di costruzioni vicentino che nel 2012 si era già aggiudicato il maxi appalto per la progettazione e realizzazione della cosiddetta “piastra dei servizi”, l’infrastruttura più importante del futuro sito espositivo. E che, una volta ottenuta la commessa del “verde” al prezzo di 4,3 milioni di euro, la subappaltò a un altro fornitore per 1,7 milioni, incassando così una plusvalenza pari alla differenza tra i due importi. Così facendo, sostiene l’accusa, Sala avrebbe violato una serie di norme del codice degli appalti determinando un “ingiusto vantaggio patrimoniale” alla Mantovani. Una mossa obbligata, secondo la difesa rappresentata dagli avvocati Salvatore Scuto e Stefano Nespor, perché legata ai tempi troppo stretti per rispettare il crono programma dei lavori. La procura generale era convinta che non ci fossero i requisiti di urgenza per giustificare un affidamento diretto e che Sala avesse a sua disposizione tutto il tempo necessario per procedere con il lancio di un bando di gara. Ma l’accusa non ha retto davanti al giudice.

“Ho sentito il sindaco, è contento, è stata ristabilita la verità storica su questa fornitura di alberi e su come è andato Expo, che è stato un grande successo per l’Italia”. Lo ha detto l’avvocato Salvatore Scuto, che difende Giuseppe Sala assieme al legale Stefano Nespor.

Le reazioni

“Il GUP di Milano ha prosciolto Beppe Sala dal reato di abuso di ufficio. È il riconoscimento dell’onestà del nostro Sindaco, di cui non ho mai dubitato. Di Expo ora resta solo la grandezza di una impresa che ha cambiato Milano in meglio e per questo dobbiamo a Beppe solo riconoscenza”. Lo scrive su facebook il senatore milanese Franco Mirabelli del PD.

Redazione

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