I grillini si mettono di traverso pretendendo di imporre le proprie regole al resto del Parlamento. Il M5S dimentica però che non ha vinto le elezioni politiche. Indubbiamente non le ha vinte neanche il centrodestra, ma Salvini e soci hanno ottenuto in coalizione più voti del gruppo di Grillo. Eppure Di Maio ragiona come se la democrazia fosse solo quella grillina e tutti dovessero adattarsi al diktat del capo.
La riunione delle Camere di venerdì partirà in salita. All’ordine del giorno c’è l’elezione dei presidenti. Il centrodestra non ha dubbi: al Senato il candidato è Paolo Romani. Ma i pentastellati ritengono che “Romani è invotabile”. Anche Ettore Rosato del Pd dice: “Noi non voteremo Romani”.
“Se si riparte nelle trattative si riparte”, spiega il leader della Lega Matteo Salvini. E’ tutto azzerato? “Mi sembra proprio di sì” sostiene Salvini, che sulla possibilità che il Pd si sieda al tavolo sottolinea: “Penso di sì. Era quello che auspicavamo”.
La notte potrebbe portare consiglio. A Paolo Romani potrebbe essere preferito un nome alternativo. Il nome alternativo è Anna Maria Bernini. Nome su cui potrebbe convergere M5s sempre che i grillini accettino che la democrazia significa stare insieme agli altri.
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