Categories: Cultura

Tessuti naturali o tessuti sintetici?

Che differenze ci sono fra tessuti naturali e sintetici? A oggi diverse sono le tipologie di tessuti utilizzate nel mondo della moda e nel settore dell’abbigliamento, nel corso del ‘900 abbiamo assistito ad una grande evoluzione di questo settore che ha permesso di affiancare ai più famosi tessuti naturali (costituiti quindi da fibre di origine vegetale, animale o minerale) come la lana, il cotone, il lino e la canapa, tessuti sintetici (realizzati completamente in laboratorio). Ma vediamo nel dettaglio che differenze ci sono fra queste 2 tipologie di materiale:

I tessuti naturali si distinguono in due categorie: quelli ottenuti da vegetali (cotone, lino e canapa), caratterizzati dall’assenza di processi chimici, grande resistenza e, se di origine BIOLOGICA, prodotti senza l’utilizzo di sostanze tossiche per l’ambiente e per l’uomo come pesticidi, fertilizzanti, additivi chimici, piombo, formaldeide ecc… quelli di origine animale come l’alpaca, la lana (proveniente dal vello di pecora quindi elastica, estremamente resistente, traspirante e allo stesso tempo assorbente per regolare la temperatura), il cachemire e la seta (proveniente dalla lavorazione del bozzolo del baco, luminosa e morbidissima).

In entrambi i casi le fibre sono ben intrecciate, ma morbide e traspiranti, i capi sono leggeri, ma caldi e soprattutto biodegradabili, i costi di produzione sono più alti e questo ha inciso molto sulla nascita dei nuovi tessuti sintetici , inventati dai ricercatori nei loro laboratori grazie a processi chimici, essi non si trovano in natura e derivano dal petrolio. Esempi diffusissimi ne sono il nylon, il poliestere, il poliuretano e l’elastan che, proprio a causa della loro derivazione petrolifera e dei trattamenti chimici che richiedono, sono dannosi per l’ambiente. I costi di produzione dei tessuti sintetici, sono inoltre più bassi rispetto a quelli dei tessuti naturali, le caratteristiche del tessuto possono essere migliorate e non vengono attaccati da tarme e muffe. Allo stesso tempo però essi hanno una bassa traspirabilità che causa la proliferazione dei batteri, sono altamente infiammabili e causano spesso allergie.

Diffusissima oggi una terza categoria di tessuti: i tessuti misti. Dati dalla combinazione di tessuti naturali e tessuti sintetici, mantengono inalterate le caratteristiche dei tessuti naturali resistenza e traspirabilità, ma presentano dei costi di produzione più bassi.

Detto ciò possiamo dire che i fattori determinanti nella scelta di un capo d’abbigliamento o di un tessuto sono essenzialmente 2:

il rapporto qualità prezzo e la portata dei danni causati all’ambiente.

Oggi abbiamo la possibilità di decidere se tendere da una delle due parti o se stare nel mezzo, sarti e negozi offrono diverse alternative, vedi supercut.it di Brigitte Cerruti e le sue categorie di tessuti, che vanno dal biologico, al naturale fino ai sintetici.

Redazione

Recent Posts

Quando un nome diventa una notizia: il confine tra informazione, economia e valore dei brand nell’era dell’AI

C'è un momento, nel lavoro di un editore, nel quale una domanda diventa inevitabile: che…

6 minuti ago

Argentina, la ricchezza sotto terra può cambiare il futuro del Paese: il geologo Calegari svela il potenziale di petrolio, gas e minerali

Dalla Patagonia a Vaca Muerta, passando per le risorse minerarie della Cordigliera e arrivando alla…

2 ore ago

Oggi alle 9 su Fast News Platform, Top Story punta sul Marocco: ospite Aziz Mountassir

Una nuova finestra internazionale si apre oggi sulle frequenze editoriali di Fast News Platform. Alle…

2 ore ago

L’Italia da scoprire: dieci luoghi imperdibili per un viaggio indimenticabile

L’Italia è uno dei Paesi più visitati al mondo grazie alla sua straordinaria combinazione di…

8 ore ago

Terremoto in Calabria, scossa di magnitudo 3.7: epicentro nell’area di San Fili

Una scossa di terremoto è stata registrata questa sera, 4 settembre 2026, alle ore 21:31,…

11 ore ago

Pizzo, multa alla direttrice dei Musei civici: «Ho sbagliato e l’ho pagata». Poi il permesso di parcheggio non viene rinnovato

Una multa per aver lasciato l’auto in un’area con disco orario e, subito dopo, una…

22 ore ago