Alla fine non è stato trovato l’accordo. Robert Mugabe non accetta di lasciare la presidenza dello Zimbabwe. Anche se Mugabe non ha alternativa alle dimissioni. Dopo il golpe dei militari, il destino del presidente “imperatore” è comunque segnato. Alla sua morte avrebbe voluto che gli succedesse la moglie. Così non sarà.
Robert Mugabe era già stato rimosso dalla leadership del suo partito, ZanuPF, che gli ha chiesto di dimettersi pena l’impeachment. L’anziano leader africano non ha voluto prendere atto che i suoi fedelissimi gli hanno voltato le spalle.
Mugabe negli anni ha basato il suo potere sull’appoggio incondizionato delle alte sfere militari. L’esercito del Paese dell’Africa australe ha deciso di non riconoscere più la leadership di Mugabe e lentamente il suo potere si è dissolto. Questa svola storica non coincide con l’arrivo della democrazia ma soltanto nel cambio di equilibri interni in una Nazione dove di democratico c’è poco o pere essere sinceri nulla.
Robert Mugabe è agli arresti domiciliari sotto il controllo dei militari. Ha annunciato che il mese prossimo presiederà il congresso dell’Unione nazionale africana di Zimbabwe – Fronte patriottico. “Il nostro popolo ha bisogno di pace, sicurezza, legge e ordine” ha sostenuto. Il presidente dell’associazione dei veterani di guerra in Zimbabwe, Chris Mutsvangwa, ha annunciato che la procedura per l’impeachment nei confronti del presidente Mugabe andrà avanti.
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