Tornare a Reggio Di Vincenzo Calafiore 17 Novembre 2017 Trieste – Editoriale – Erano più o meno cinque anni che non facevo ritorno a – casa mia- , Reggio di Calabria. In aereo pensavo a come l’avrei trovata, ma anche agli amici fraterni mai dimenticati, a come sarebbero stati i miei giorni di permanenza in una Città che amo più di ogni cosa al mondo. Reggio, la città dello Stretto, separata dall’altra metà: Messina, separate da uno Stretto incantevole o fucina di magie e magiche atmosfere. La delusione è dietro l’angolo! Immondizia sparsa ovunque, ai bordi delle strade urbane ed extra urbane, ai lati dei cassonetti stracolmi, sui marciapiedi; ove vengono abbandonati oltre a divani e mobilio, anche servizi igienici sporchi e lerci. Strade sconnesse e disseminate di buche in cui se si incappa si rischia di farsi del male. Questo dovrebbe già bastare e certamente non è un buon biglietto da visita ai tanti turisti che in questa bellissima Città giungono richiamati dagli Bronzi di Riace. Questa Città potrebbe vivere sapendolo fare, solo che di turismo, ed invece è come se il turista fosse un intruso e quindi fare di tutto per non farlo ritornare. E’ una strana sensazione quella che si prova arrivando, è una sensazione più di disagio, dovuta a quel “ manto di sporcizia” e di caos che l’avvolge come una nube tossica. I cittadini reggini sono i primi imputati o i primi ad essere condannati per il loro disamore per questa Città che nonostante tutto li ama offrendo loro quanto di più paesagisticamente bello c’è in natura. Sono loro a lasciare rifiuti dappertutto, sono loro del parcheggio selvaggio, sono loro della doppia fila, è loro il comportarsi male e sempre con quell’aria di strafottenza e di mancato rispetto dell’altrui! Arrivando a Reggio salta agli occhi da subito il caotico insieme che nulla ha a che fare con il grande senso dell’accoglienza e dell’ospitalità proprie del “ reggino “ ! Non si riesce a capire come ad esempio che in qualsiasi città del Nord Italia, i più educati e i più rispettosi dell’ambiente siano proprio i reggini o i calabresi in genere, ed invece nella propria città si comportano in una maniera oltre che inaccettabile anche irrispettosa, ingenerosa. Oltre ciò la colpa o le colpe sono o saranno pure a carico di quelle autorità che non vigilano, che non provvedono alla sistemazione o all’asfaltatura delle strade sulle quali viaggiare è come affrontare in barca un mare forza nove! Che non sistema la rete idrica che è un colabrodo…. Etc etc!! Da sottolineare che in una settimana visitando a piedi la Città non è stata vista alcuna pattuglia di polizia urbana a parte le volanti di polizia e di carabinieri. Da cittadino di Reggio provo solo che grande delusione, quando magari cominciando da un qualcosa provare a cambiare in meglio questa città che non merita certo quanto quotidianamente accade. Deluso per quel senso di abbandono che si prova arrivandoci. Amareggiato dalla cattiva educazione e del mancato rispetto dei cittadini verso la propria città. Del disamore dei “ Reggini “ verso ogni cosa che riguardi la città, che è stata cannibalizzata dalla Regione Calabria che di questa città dello Stretto poco fa, pensando più a Catanzaro e Cosenza, città distanti anni luci! Deluso dal degrado che sempre più stringe in una morsa mortale, deluso dalla grande volontà del lasciarsi andare del reggino incapace di alzare la testa e tirare fuori l’orgoglio che un tempo lo rese fiero.

Redazione

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