Tra Barcellona e Madrid la sfida è ancora aperta. Il Senato spagnolo venerdì farà scattare il commissariamento della Catalunya destituendo il parlamento catalano. Gli indipendentisti giocano d’anticipo. Per “dare una risposta” all’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione, si riuniranno giovedì. Ieri hanno deciso questa data spostando in avanti la partita a scacchi.
Mariano Rajoy destituirà venerdì il President Carles Puigdemont e il Govern, prenderà il controllo di polizia, radio-tv, finanze e indirà elezioni anticipate. Puigdemont potrebbe presentarsi al Senato di Madrid per difendere le istanze catalane. Ma la risposta potrebbe essere la proclamazione dell’indipendenza e della Repubblica catalana. Chi rischia grosso è President. Se la sentirà di dichiarare l’indipendenza oppure passerà alla storia come un grande bluff? Il ministro della Giustizia spagnolo Rafael Català è pronto a fare tintinnare le manette. Sarà “ribellione”. Il presidente catalano rischia 30 anni di carcere. Da Perpignan, capitale della “Catalogna del Nord” francese, giunge una proposta di asilo a Puigdemont. Un gruppo autonomista ha pronte 50 ville per il President e i suoi ministri, se saranno costretti all’esilio.
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