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Vibo Valentia. Gregorio Pannace presenta una tesina interamente scritta e disegnata a mano

Una tesina interamente scritta e disegnata a mano rappresenta un fatto che merita un elogio nell’era della scrittura digitale. A presentarla un allievo dell’Ipseoa “E.Gagliardi” del Corso serale, Gregorio Pannace, all’esame di Stato, dimostrando grande amore e passione per lo studio, premiato con 100.

E’ senz’altro un esempio forse raro, se non unico. E in questi tempi dominati dalla scrittura digitale, da internet e dai social media, lo possiamo definire “storico”. Agli esami di Stato – conclusi da qualche giorno – un allievo del Corso serale, Corso serale dell’Ipseoa “E. Gagliardi” di Vibo, rivolto alla formazione di persone adulte e guidato dal dirigente Carlo Pugliese, ha presentato una tesina interamente scritta a mano. Una piccola ma significativa opera che assume particolare valore, da considerare una preziosa eredità per le nuove generazioni sempre più esposti allo sguardo paralizzante e narcotizzante delle novelle “meduse”, i social media (come insegna il mito, la medusa pietrificava con lo sguardo).

Quello di Gregorio Pannace è un lavoro originale, svolto con dedizione e acribia, che ha riportato indietro la storia, prima che si inventasse la stampa (seconda metà del ‘400), all’arte che si può ammirare negli antichi codici redatti dagli amanuensi e corredati da disegni e da pregevoli miniature. Si è di fronte ad un ritorno all’esperienza sensibile con la manualità “estetica” della calligrafia e all’esercizio della lenta e paziente cura, laboratorio fondamentale per la conoscenza, l’intuizione, la crescita culturale e la formazione della coscienza critica. L’impronta che questo “speciale” allievo ha voluto lasciare, ha restituito ai contenuti e agli argomenti che hanno avuto come chiave la crisi tra Ottocento e Novecento, quel “sapore” e “sapere” antico, suggellati da un colloquio finale in cui ha esibito un’ottima preparazione e proprietà espositiva degli argomenti, tanto da essere premiato con il massimo dei voti. Tutta la commissione è rimasta sorpresa e colpita da questa passione per la scrittura a mano ma anche dalla sua capacità di “viaggiare” nelle discipline. In particolare i docenti esterni, dalla presidente Caterina Bertucci e dai commissari Antonio Sabatino (Italiano e Storia), Maria Clemente (Inglese) e Giuseppe Tassone (Discipline economico-aziendali). In generale hanno apprezzato il valore di questi corsi rivolti agli adulti, la maggior parte genitori che hanno il coraggio di mettersi in gioco e affrontare le prove con l’emozione di un tempo, con quello spirito “fanciullino” che contrassegna il primo esame, nonostante i lori impegni familiari e di lavoro. Ad essere particolarmente soddisfatti i commissari interni, dal responsabile del Corso serale Pino Cardamone (Enogastronomia – Cucina), a Carmelo Portaro (Scienze e Cultura dell’Alimentazione) e Maria Piserà (Enogastronomia – Sala e Vendita).

Nell’anno in cui ricorrono i 50 anni dalla morte di don Lorenzo Milani che ha dato vita alla Scuola di Barbiana, dalla cui esperienza nasce “Lettera a una professoressa” – un testo che ha avuto un ruolo importante nelle rivoluzioni del ’68 perché il suo messaggio ha generato una reazione nelle più diverse direzioni, sia per essere stato fondamentalmente una scrittura collettiva che partiva dal basso e sia perché denunciava l’esclusione che la scuola praticava nei confronti degli studenti provenienti dalle classi meno abbienti – il risultato raggiunto da Pannace rappresenta un meritato premio per l’impegno che ha contrassegnato il percorso didattico di un allievo che ha riscoperto, in età matura, la non comune passione per lo studio, per la ricerca e la cultura. Il passaggio epocale dalla stampa alla rivoluzione digitale ha impresso dei segni che sono riaffiorati nelle mani di questo “ragazzo”, quando la vita dell’uomo non era spodestata dai computer e dai robot, sperimentando quello che Virgilio, con una espressione proverbiale, ci ha consegnato nelle “Georgiche” con il verso labor omnia vincit improbus, “il faticoso lavoro supera tutte le difficoltà”. Negli occhi di questo genitore (Pannace vive a San Gregorio d’Ippona, sposato con due figli) non si è spento il desiderio di imprimere le sue impronte “digitali” sulla penna e sulle pagine, per non lasciare che un’anonima e fredda tastiera scrivesse il suo futuro. Una doppia rivincita per il neodiplomato all’Ipseoa “E. Gagliardi” di Vibo (Istituto professionale dove ancora la preparazione manuale del cibo e l’estetica dei piatti hanno un’importanza decisiva, come dimostrano anche i tanti riconoscimenti che gli allievi ottengono ai concorsi nazionali), sia nella sfida per avere un diploma e sia perché porta la sua personalissima firma, impressa nel “quaderno” del suo percorso scolastico, umano e culturale, che supera ogni altro valore.

Redazione

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