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Vibo Valentia. Una strada “disastrata” attende ogni mattina gli studenti che frequentano sia l’Ipseoa “E. Gagliardi” che il Geometra

Quali immagini e quali sentimenti resteranno nella memoria dove si depositano i valori umani, etici, civili ed estetica delle nuove generazioni? È questa la domanda che interroga profondamente le istituzioni nel constatare che, da quando il nuovo edificio dell’Ipseoa “E. Gagliardi” (ex Alberghiero) è stato consegnato (sono passati oltre 3 mesi), la strada di accesso versa in condizioni indecenti e offensive per un Paese civile. Il messaggio che comunica è contrassegnato dal degrado e dall’insensibilità delle autorità competenti per la Scuola: profonde buche, con avvallamenti e dossi che mettono a dura prova l’accesso agli studenti che percorrono a piedi la strada, sia dell’Ipseoa che del Geometri; per non parlare delle autovetture del personale scolastico e dei tanti genitori che sono sottoposte ad una continua altalena. Quando piove poi la situazione diventa proibitiva, in quanto la terra rimossa e lasciata a cumuli si trasforma in fango. Sembra incredibile che dopo un anno travagliato e lo sforzo che è stato compiuto (grazie anche alla tenacia del dirigente scolastico Carlo Pugliese) per consegnare all’Ipseoa un edificio degno, si lasci in condizioni disastrose quel breve tratto a ridosso dell’entrata della scuola.

Il presidente della Delegazione di Italia Nostra fa appello alle autorità istituzionali competenti, a partire dal sindaco della città di Vibo Elio Costa, per un intervento immediato affinché questa indegna immagine che si presenta possa essere cancellata. Nel rammentare che Italia Nostra, erede dei valori umani, etici e civili affermati, con un impegno indefesso, dal suo fondatore Umberto Zanotti Bianco, porta avanti alcuni fondamentali messaggi come l’estetica dei luoghi, la salvaguardia della bellezza e della memoria del patrimonio culturale e paesaggistico, per la formazione umana e civile dell’uomo; valori questi imprescindibili nella lotta contro ogni forma di degrado ambientale e sociale. E in un tale disegno la Scuola rappresenta lo specchio che traccia la “strada” verso il futuro; basti ricordare il libro-inchiesta scritto nel 1923, in cui Zanotti Bianco denunciava “Il martirio della scuola in Calabria”. A distanza di quasi un secolo, sembra che il “martirio” continui e questo significa che coloro che sono stati chiamati alla guida delle istituzioni non hanno la sensibilità di investire e invertire il destino dei loro figli e delle nuove generazioni che si affacciano ai luoghi deputati per la formazione culturale e per la costruzione dei valori etici e civili, nelle diverse forme ed espressioni.

Redazione

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