Categories: EconomiaPuglia

La Cia fa il punto sui risultati della ricerca contro il batterio Xylella nell’incontro del 26 gennaio presso i campi sperimentali di Veglie e Nardò

Taranto. Si mobilita anche la Cia Agricoltori Italiani Taranto. Informare, mobilitarsi, continuare a lottare per individuare soluzioni e affrontare un problema che sta causando danni enormi alla olivicoltura pugliese: giovedì 26 gennaio 2017, Cia Agricoltori Italiani della Puglia e TerraNostra (studio associato tecnico agro-ambientale e di ingegneria), terranno un incontro pubblico, di carattere scientifico-divulgativo, sulla Xylella fastidiosa. L’iniziativa si terrà presso i campi sperimentali di Veglie e Nardò, a partire dalle ore 9.30. Marco Scortichini, del CREA di Caserta e Roma, e i tecnici di TerraNostra di Lizzano – il dottor Nicola Cristella e l’agrotecnico Paolo Marangi – in collaborazione con la Cia Agricoltori Italiani illustreranno agli agricoltori i risultati e i progressi della cura sulla malattia che colpisce gli ulivi: La Cia Agricoltori Italiani sarà rappresentata da Pietro De Padova, vicepresidente Cia Taranto. La Xylella purtroppo avanza senza aspettare i tempi della giustizia, della burocrazia, della politica e della ricerca. La notizia del ritrovamento di altri cinque focolai di Xylella fastidiosa nelle province di Brindisi e Taranto conferma quanto importante fosse il monitoraggio, che è stato sospeso per quasi 9 mesi e che è ripreso subito dopo l’estate scorsa. Cia Agricoltori Italiani ha più volte ribadito la necessità che il monitoraggio fosse riattivato sul territorio. La Xylella avanza e minaccia seriamente la piana degli ulivi millenari tra Carovigno e Monopoli e anche il versante ionico della Puglia. Al momento, grazie al monitoraggio disposto dalla Regione Puglia, non risultano altri casi più a nord, tranne quello di Ostuni, relativamente al quale l’albero era stato subito espiantato come le altre specie suscettibili presenti nel raggio di 100 metri. Occorre che le istituzioni preposte, insieme a tutti gli ‘attori’ del territorio, si impegnino affinché il batterio non avanzi di un altro metro verso nord. “Ribadiamo con forza, inoltre, che non bisogna perdere altro tempo, che occorre condividere una nuova strategia per il futuro dei territori interessati dalla problematica, iniziando ad immaginare un nuovo modello di sviluppo del territorio – è il pensiero della Cia Agricoltori Italiani di Taranto – Ben vengano i progetti di ricerca scientifica”. La Cia Agricoltori Italiani di Puglia guarda con attenzione a tutti i progetti di ricerca in corso e auspica che nel più breve tempo possibile la ricerca possa dare delle risposte, quanto meno per evitare il propagarsi della malattia, che se non contenuta rischia di interessare non solo tutta la Puglia ma anche tutta l’Italia olivicola, se si considera anche come il vettore si sposti a bordo di automezzi lungo le direttrici di transito degli stessi. “Giudichiamo positiva l’apertura della Commissione Europea alla possibilità di reimpianto di nuovi uliveti nell’area infetta da Xylella, cioè nei territori in cui il batterio risulta endemico. È quanto la Cia Agricoltori Italiani di Puglia sta chiedendo da diverso tempo. Perciò ribadiamo con forza la necessità di rimuovere il divieto di impianto di nuovi uliveti nell’area infetta e anche delle specie considerate suscettibili alla Xylella che potrebbero, se impiantate, rappresentare una alternativa alla produzione e al reddito degli agricoltori colpiti da questa emergenza. Gli agricoltori sono i primi penalizzati da questa vicenda. Le istituzioni non devono e non possono dimenticarsi degli agricoltori, di chi ha perduto un ingente patrimonio e una fonte di reddito”. Info e contatti: Piero De Padova 347.2698406, Paolo Marangi 345.0501781, Nicola Cristella 339.6660971.

Redazione

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