Nasce come un Governo Renzi mascherato. L’incarico a Paolo Gentiloni ha un sapore insipido per quegli italiani (il 61%) che avevano creduto di avere archiviato la stagione del renzismo e delle bufale.
Ma non è così. Matteo Renzi rimane dietro le quinte e manda avanti Gentiloni per “accompagnare e se possibile facilitare il percorso delle forze parlamentari” per fissare le nuove regole elettorali. Nessuna discontinuità con una politica economica che ha massacrato le speranze di crescita del Paese e lo ha impantanato in pseudo riforme incostituzionali ed inefficaci.
Ma il redde rationem è solo rimandato. Anzi più il Pd tirerà la corda e più Beppe Grillo vincerà a mani basse. Ad oggi i grillini sono avanti di 2 punti nei sondaggi (31 a 29) ma il divario sarebbe destinato a crescere con i dem al 24% e il M5S oltre il 33-34%. Cresce anche il centrodestra che con la coppia Lega – Fi è vicina al partito di Matteo Renzi e medita di superarlo.
Torna la liturgia dello scarica barile. Per il nuovo Premier (definito dai grillini l’Avatar di Renzi) il Governo fotocopia è figlio dell’indisponibilità delle maggiori forze di opposizioni “a condividere un governo di responsabilità. Quindi non per scelta, ma per senso di responsabilità ci muoveremo nel quadro del governo e della maggioranza uscente”.
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