Categories: Economia

L’effetto Brexit sugli investimenti in beni durevoli

La decisione del leave al recente referendum Brexit condurrà molto probabilmente il Regno Unito ad uscire dall’Unione Europea. Anche se recentemente la premier May ha affermato che serve l’approvazione del parlamento britannico per procedere su questa strada, il referendum ha cambiato molte carte in tavola, soprattutto sotto il punto di vista economico e finanziario. I riflessi della consultazione popolare hanno indotto ad un notevole aumento del costo dell’oro da investimento. Si tratta di una forma di aumento abbastanza normale, perché i cosiddetti ‘beni di rifugio’ vengono spesso eletti e ricercati quando uno stato si trova a vivere un periodo di indecisione o di poca costanza dal punto di vista sociale, economico o politico. I beni di rifugio sono, per loro definizione, una forma di investimento più che sicura e l’oro ne è l’emblema. Non stupisce quindi comprendere che il costo del metallo prezioso sia notevolmente salito e gli investitori si siano dati ad una corsa all’acquisto per accaparrarsi il simbolo della serenità economica. Il costo dell’oro è infatti lievitato a circa 1300 dollari l’oncia ed è importante considerare che le aspettative, ovvero i futures potrebbero influenzare in modo notevole il suo valore nei prossimi mesi. Gli investitori hanno infatti dimostrato di propendere verso il cosiddetto profitto di assestamento, quindi il prezzo dell’oro ha rallentato la sua corsa e si è assestato. È importante considerare che l’oro è forse il bene che, più di tutti, risente nelle oscillazioni delle decisioni politiche economiche di un governo quindi l’esito della Brexit si rivela come un vero e proprio punto di domanda a livello di quotazioni e di eventuali sorprese che il mercato potrebbe riservare. Molto gioca anche il risultato delle elezioni politiche statunitensi, che incoroneranno il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Il costo dell’oro è molto legato al valore della moneta americana e anche il dollaro potrebbe subire delle variazioni non da poco, a seconda del candidato che riuscirà a vincere le elezioni. Il panorama politico internazionale si propone, quindi, in grande fermento nell’ultimo trimestre dell’anno e chi desidera investire nel metallo prezioso è invitato a seguire con attenzione le vicissitudini politiche ed economiche degli stati ‘protagonisti’, quindi il Regno Unito e gli Stati uniti d’America, perché dagli eventi che si verificheranno nei prossimi mesi potrebbe derivare una quotazione più o meno favorevole dell’oro in tutto il mondo. La stessa regola interessa le monete da investimento, il cui valore dipende dalla quantità di oro in esse contenute.

Redazione

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