Le forze islamiche stanno sferrando un duro colpo al Califfato Nero proprio nel suo cuore a Mosul. Partito l’assalto ai quartieri urbani da Est. Il tenente colonnello Muhanad al Timimi riferisce che l’esercito iracheno avanza con attacchi di artiglieria e di mortaio sui distretti di Aden, Tahrir e Quds.
In gioco ci sono le sorti della seconda città dell’Iraq. L’esercito iracheno e le truppe curde avanzano con il sostegno strategico e logistico della coalizione capeggiata dagli USA.
Nella battaglia il fronte anti Isis è composto da iracheni, milizie curde Peshmerga insieme miliziani sunniti filo-turchi e miliziani sciiti filo-iraniani. Una situazione “esplosiva” che potrebbe portare anche a conflitti tra potenze regionali come Iran e Turchia.
I sunniti fanno parte dell’Hashid al Watani, arruolate da Athil al Nujaifi, l’ex governatore della provincia di Ninive. In campo anche il governo autonomo del Kurdistan iracheno, guidato dal presidente Massud Barzani, che vanta buoni rapporti con la Turchia. I sunniti sono stati addestrati dalle truppe turche di Bashiqa, 35 km a nord est di Mosul.
Dalla regione di Tal Afar arrivano le milizie sciite filo-iraniane, le Hashid al Shàbi. Per evitare screzi con la popolazione a maggioranza araba sunnita, Bagdad ha precisato che in città potranno entrare solo le forze governative e le milizie sunnite. Esclusi gli sciiti e i curdi.
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