Il Partito Pirata, gruppo anti-establishment, in base ai sondaggi conquista il Parlamento di Reykjavik alle elezioni anticipate. L’Islanda ha indetto il voto anticipato ad agosto, dopo lo scandalo di evasione fiscale che ha coinvolto vari politici ed è costato la poltrona al premier.
I sentimenti anti casta sono sfociati in diverse manifestazioni da aprile dopo le rivelazioni dei Panama Papers.
Il partito Pirata è testa a testa con il conservatore partito dell’Indipendenza, che governa dal 2013 l’Islanda in coalizione con i centristi del partito Progressista. I Pirati, fondati nel 2012 da attivisti, anarchici ed ex hacker, si preparano a ottenere oltre 22% dei voti, secondo un sondaggio dell’università di Reykjavik. Questo si tradurrebbe in 15 dei 63 seggi dell’Althingi, il parlamento islandese, dai cinque che detiene oggi. Il partito dell’Indipendenza è secondo con il 21%. Un esito del genere non consentirebbe ai Pirati di governare da soli ma darebbe loro il potere di formare una coalizione di governo. Un accordo di massima tra quattro partiti di opposizione per governare nel dopo-voto è già stato raggiunto. Il Partito Pirata, il Movimento Sinistra-Verdi, accreditato di un 20% nei sondaggi, i socialdemocratici e i centristi di Futuro luminoso hanno emesso un comunicato congiunto nel quale affermano che ci sono “ampie ragioni per esplorare le possibilità di formare un governo di maggioranza”.
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