Sono le linee di una crescita globale ancora decisamente modesta quelle che emergono dal bollettino economico numero 4, che la Banca d’Italia ha dato alle stampe nel mese di ottobre. “L’esito del referendum di giugno nel Regno Unito non ha avuto finora ripercussioni di rilievo sulle condizioni dei mercati finanziari internazionali, l’economia globale continua tuttavia a espandersi a un ritmo contenuto – si legge nel report della banca centrale -. La crescita attesa del commercio internazionale è stata ancora rivista al ribasso: rischi derivano dalle tensioni di natura geopolitica alimentate dai conflitti in Medio Oriente, dalla minaccia del terrorismo e dai timori che gli sviluppi politici in molti paesi avanzati possano indurre a considerare forme di chiusura nazionale”. La situazione nel nostro Paese vede la ripresa procedere a ritmi ancora decisamente moderati. Il prodotto lordo vanta una crescita, seppur minima, nel terzo trimestre, mentre gli investimenti stentano a rafforzarsi. “Sulla base di nostre analisi un ritorno ai ritmi di investimento osservati prima della crisi globale, oltre a rafforzare la ripresa ciclica, innalzerebbe la crescita potenziale in Italia di oltre mezzo punto percentuale – sottolineano gli analisti di Banca Italia -“. L’accesso al credito – come evidenzia il bollettino di ottobre – non rappresenta più un freno all’accumulazione di capitale: le condizioni del credito bancario sono distese, la qualità dei prestiti migliora. L’attività di investimento risente soprattutto delle prospettive ancora deboli della domanda. La qualità del credito e il ruolo delle banche è quindi migliorato.
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