“I 6 miliardi stanziati non sono sufficienti e non dimentichiamo gli esodati e il resto della piattaforma”, ha dichiarato il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo. Il sindacalista ha parlato comunque di “un buon lavoro” anche se “non è finito” in quanto “la discussione continua”.
Governo e sindacati hanno siglato un verbale condiviso sul sistema pensionistico. Verranno stanziati 6 miliardi in 3 anni. Gli interventi avranno natura strutturale.
La quattordicesima sarà estesa a 3.3 milioni di persone, toccherà ai pensionati con redditi complessivi personali fino a 1.000 euro al mese (fino a 2 volte il minimo). Si tratta di quasi 1,2 milioni in più rispetto alla attuale platea di beneficiari. Per 2,2 milioni che hanno già il beneficio l’importo sarà aumentato, ma non è stato quantificato il rialzo in base agli scaglioni di contributi versati. Per l’aumento di chi già percepisce la somma aggiuntiva si spenderà il 30% dello stanziamento dedicato a questo capitolo.
Per coloro che lavorato 12 mesi effettivi, anche non continuativi, prima del compimento dei 19 anni, l’uscita sarebbe anticipata a 41 anni di contributi se si appartiene alle categorie di lavoratori in difficoltà. Tra questi sono compresi disoccupati senza ammortizzatori sociali, disabili e chi ha svolto attività gravose. Sarebbe la soluzione trovata per i lavoratori precoci, che hanno iniziato a lavorare prima della maggiore età.
Per accedere all’Ape (anticipo pensionistico su base volontaria), si dovrà avere maturato una pensione “non inferiore a un certo limite”. Il limite minimo non è stato ancora identificato.
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