Percentualmente è stata registrata una flessione degli investimenti di 29,8 punti nel periodo compreso dal 2007 al 2015. Come riporta il sito www.borsaedati.it, la CGIA di Mestre mette in risalto come nello stesso intervallo temporale, nessun altro indicatore economico ha registrato un ribasso percentuale così marcato. Ecco perché una tale situazione è stata definita dai responsabili dell’Ufficio Studi come “estremamente preoccupante”. Da segnalare che, in termini reali, l’ammontare di quanto investito nel 2015 è risultato complessivamente pari a 258,8 miliardi di euro, con un ritorno praticamente ai livelli del 1995. Gli investimenti fissi lordi reali registrati venti anni fa sono infatti stati pari a 264,3 miliardi di euro. Le stime sono però positive. In base a quanto contenuto nel Def, nel 2016 gli economisti si attendono un incremento del 2,2 per cento e nel 2017 del 2,5 per cento. Inoltre occorre sottolineare che nell’ultimo anno si è assistito ad una inversione di tendenza: nel 2014 l’ammontare totale degli investimenti era stato pari a 256,7 miliardi, nel 2015 è aumentato, seppur di poco, a quota 258,8 miliardi di euro (+ 0,8 per cento). Le imprese hanno tagliato gli investimenti più di altri tra il 2007 e il 2015: -31,5 per cento. Seguono a ruota le amministrazioni pubbliche (-28,2 per cento), le famiglie (-27,5 per cento) e le società finanziarie (-3,5 per cento).
I settori che hanno registrato un calo più marcato sono stati soprattutto quelli riguardanti i mezzi di trasporto, in flessione del 49,3 per cento, corrispondenti a minor investimenti per 12,4 miliardi di euro. Segue la categoria dei fabbricati non residenziali, in ribasso del 43,5 per cento, per un ammontare di 44 miliardi di euro. Male anche il comparto della casa, in flessione del 28,6 per cento, per minori investimenti di 28,7 miliardi di euro. Situazione non florida nemmeno per il segmento degli impianti e dei macchinari, in riduzione del 27,5 per cento, per una contrazione pari a 23,9 miliardi di euro. Per quanto riguarda invece i comparti con il segno “più”, l’ufficio studi della CGIA di Mestre sottolinea la crescita del 10,2 per cento degli investimenti nel settore delle telecomunicazioni. Positivi anche i dati derivanti dalle attività di ricerca e sviluppo, in rialzo dell’11,7 per cento. Gli investimenti sono una componente imprescindibile per il Pil dell’Italia, un fattore di estrema importanza che si comprende appieno dalle dichiarazioni di Paolo Zabeo della CGIA: “Senza investimenti questo paese non ha futuro”.
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