La Polizia Locale, in due settimane, ha individuato e sgomberato 17 insediamenti abusivi, diffusi su tutto il territorio milanese, e allontanato complessivamente più di 350 persone con circa 50 roulotte, 20 camper e diverse decine di tende, oltre ad altri mezzi di fortuna. In alcune aree si è provveduto ad intervenire più volte, al fine di scoraggiare gli insediamenti. Queste in sintesi le azioni del piano presentato dall’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza e dal Comandante della Polizia locale Antonio Barbato.
Le vie oggetto dell’intervento della Polizia Locale sono via Cusago, Via Rubattino, via San Paolino, Via dell’Assunta, via Paolo Mariani, Via Strozzi, Via Malaga, Via Idro, via Siderno, via Cancano, via Fabrizi, via Bressanone (sottopasso del Ghisallo), via Rombon, via Cutuli e Via Schievano.
Questo monitoraggio e controllo delle aree soggette ad occupazione abusiva continuerà per tutta l’estate soprattutto in quelle zone impossibili da recintare che hanno già richiesto diversi interventi a distanza di pochi giorni uno dall’altro.
“L’Assessorato alla Sicurezza ha deciso di avviare un’intensa attività sistematica di controllo del territorio e dato vita a un piano complessivo di sgomberi – ha spiegato l’assessore Rozza -. Oltre a garantire maggiore sicurezza, l’obietto è quello di svolgere un’azione preventiva per evitare una stabilizzazione e un ampliamento dei piccoli insediamenti presenti nell’area milanese, in particolare nelle periferie. Il messaggio per tutti deve essere chiaro: non si può venire a Milano a fare ciò che si vuole. Per quanto riguarda l’individuazione delle aree la Polizia locale si sta muovendo sia autonomamente, sia su segnalazione diretta dei cittadini e dei rappresentanti eletti nei Municipi”.
“Per la maggior parte sono cittadini italiani – spiega Barbato – per i quali non è possibile pensare ad un allontanamento dal territorio italiano. Ma non rimaniamo insensibili alle esigenze dei cittadini, per questo vogliamo evitare che un’area possa trasformarsi in un grande campo con tutti i disagi che ciò comporterebbe per il quartiere. Si tratta di un lavoro strategico che agisce come deterrente, svolto quotidianamente da trenta uomini dell’unità Tutela del territorio”.
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