L’idea del progetto “eVe” è nata solo 6 mesi fa. A pensarci sono stati due tassisti veneziani, Daniele Panizzi e Michele Molin, che hanno cercato un modo di raccogliere fondi per sostenere le donne vittime di violenza. Registrando il brand “eVe”, che simboleggia la femminilità, hanno prodotto e venduto, grazie al passaparola e alla loro pagina Facebook, 500 magliette e cappellini, raccogliendo un consenso trasversale che ha nettamente superato le loro aspettative e la somma di 6 mila euro, che è stata versata nelle casse comunali, a favore del Centro Antiviolenza.
L’iniziativa è stata presentata dalla vice sindaco e assessore alla Cittadinanza delle Donne, Luciana Colle, con una conferenza stampa che si è tenuta a Ca’ Farsetti, alla quale hanno partecipato gli artefici del progetto, la dirigente del settore Produzioni culturali e spettacolo, Angela Fiorella, e la responsabile del Centro Donna, Gabriela Camozzi.
“Questo progetto – ha affermato entusiasta la vice sindaco Colle – è una cosa semplicemente grandiosa. Voglio ringraziarvi, anche a nome del sindaco Luigi Brugnaro, per quello che è stato fatto e dirvi subito che i soldi che ci sono stati regalati verranno investiti in parte per sopperire alle situazioni che chiamiamo di ‘stand-by’, ossia all’assistenza alle donne che vengono recuperate dal pronto soccorso e che necessitano di qualche giorno per venir indirizzate al percorso più adatto; in parte invece per aiutare una donna che entro l’anno uscirà da una delle due case protette del Comune e che comincerà una nuova vita”.
Dal racconto di Panizzi e Molin è emerso che non sono stati spinti da motivazioni personali specifiche, ma che, da padri di famiglia, hanno voluto creare un business etico, che serva ad educare e a sensibilizzare la gente su questo tema. Il loro obiettivo è far crescere “eVe” a livello nazionale – sostenendo ad esempio il padre di Chiara Insidioso, diciannovenne romana, che, a causa delle violenze subite dall’ex fidanzato, è ridotta allo stato vegetativo -, ma anche internazionale, grazie anche al richiamo che Venezia ha nel mondo.
“Solo chi ha una sensibilità particolare – ha commentato la vicesindaco Colle – può portare avanti un progetto del genere, senza aver necessariamente dei vissuti familiari particolari. D’altra parte chi fa violenza alle donne è espressione di un determinato retaggio culturale, che si trascina dietro e che riproduce. È agendo su questo fronte e sull’educazione che si può cercare di invertire la tendenza, passo dopo passo. È anche per questo che il prossimo ‘Novembre donna’ sarà incentrato proprio sulla sensibilità maschile”.
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