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Pacchetto scuola, dalla Regione Toscana 3 milioni per le famiglie con redditi più bassi

La Regione conferma anche per il prossimo anno scolastico il Pacchetto scuola destinato agli studenti delle medie e superiori: due milioni e mezzo di risorse regionali già stanziate e provvisoriamente ripartite ai territori, un altro mezzo milione che si aggiungerà entro l’estate e a cui si sommeranno poi fondi statali. L’assegno è lo stesso dei precedenti anni: un contributo forfettario (e senza necessità di rendicontare la spesa) per l’acquisto di libri, materiale didattico e servizi, di diverso importo a seconda della classe frequentata, più alto per chi abita su una piccola isola. Si va dai 170 euro per la seconda superiore, l’anno più magro, ai 280 per la prima: nel mezzo 210 e 150 euro per i tre anni delle medie e 190 euro per ciascuno degli ultimi tre anni delle superiori. Per chi abita al Giglio o Capraia, l’assegno (solo per le superiori, che si trovano sul continente) sale a 1500 euro. Questi almeno sono gli importi standard. Il Comune può infatti decidere di alzarli con risorse proprie oppure di diminuirli nel caso la coperta sia troppo corta, ma comunque mai sotto al 70 per cento. Fin qui le conferme. “In un periodo di risorse sempre più ridotte – sottolinea l’assessore all’istruzione della Toscana, Cristina Grieco – l’aver mantenuto lo stesso pacchetto degli anni passati è qualcosa di importante. La scuola, anche quella pubblica, costa e ci sono famiglie che possono avere qualche difficoltà a far proseguire gli studi ai propri figli. In questo modo centriamo due obiettivi: il riconoscimento di un diritto e un contributo all’innalzamento dei livelli di istruzione nella società, che è un valore per l’intero sistema”. Ma in vista del prossimo anno scolastico che inizierà a settembre ci sono anche novità nel “Pacchetto scuola”. La Regione ha infatti semplificato alcuni passaggi e procedure, interne ed esterne, in modo che i contributi possano essere erogati in tempi più brevi all’inizio dell’anno scolastico. La semplificazione principale riguarda il transito delle risorse: fino ad oggi i soldi andavano dalle Regione alle Province e dalle Province poi ai Comuni, ora sarà la Regione a versarli direttamente alle amministrazioni comunali. Per garantire maggiore omogeneità tra i territori la giunta ha approvato inoltre un bando tipo, messo a disposizione dei Comuni e già utilizzato. L’avviso per gli incentivi per il prossimo anno doveva infatti essere pubblicato entro il 16 maggio. Le domande potranno essere inviate alle singole amministrazioni del comune di residenza dopo la fine delle scuola ed entro, in genere, la prima metà di luglio. Le graduatorie definitive saranno trasmesse a Province e Città metropolitana entro la fine di settembre e da lì in Regione. Sulla base di queste sarà effettuata l’assegnazione definitiva delle risorse. Per accedere ai contributi ci sono precisi requisiti. Il primo è economico: si guarda l’Isee, l’oramai noto indice che misura reddito e patrimonio in rapporto all’ampiezza del nucleo, e potranno far domanda solo le famiglie che non superano i 15 mila euro ( 20 mila per chi abita nelle isole minori). Le graduatorie saranno ordinate in base alla capacità di spesa. Ci sono poi requisiti di merito: alle medie e nei primi due anni delle superiori uno studente che deve ripetere l’anno non potrà godere del beneficio se si iscrive allo stessa scuola e la classe mantiene i medesimi libri. Dal terzo anno in poi delle superiori chi l’anno prima non è stato promosso proprio non potrà richiedere il contributo, anche nel caso di cambio di corso di studi. Un ‘ultima novità riguarda il comodato gratuito dei libri di testo scolastici. Comuni e Unioni potranno decidere di destinare parte dei fondi spettanti per sperimentare questa nuova frontiera, compreso il comodato gratuito di e-reader ed altri dispositivi di lettura di materiali didattici digitali.

Redazione

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