Infigura, a Saronno una collettiva di opere storiche e contemporanee

Emanuele Gregolin, “Thomas”, 2008 olio su cartone

Dal 21 maggio al 30 giugno il Centro d’Arte Malagnini di Via Giuseppe Verdi 20-22 ospiterà una collettiva dal titolo “Infigura”, a cura di Michele Malagnini, con opere di artisti storici (XVI-XX secolo) e contemporanei italiani e stranieri (inaugurazione sabato 21 maggio, ore 18.00; visite: da lunedì a sabato ore 16.00-19.30, domenica su appuntamento). Tra gli artisti storici, figurano opere di Agostino Carracci, Eugene Berman e Carlo Stragliati; tra i contemporanei Atelier Marmond, Giannantonio Abate, Duilio Bartolini, Antonio Bencich, Dario Brevi, Tommaso Chiappa, Emanuele Gregolin, Sabrina Romanò, David Bacter, Massimo Caccia, Gianni Cella, Alessandro Di Giugno, Sara Di Giovanni, Davide Ferro, Anna Madia, Marcello Mazzella, Kei Mitsuuchi, Olinsky, Giovanni Pedullà, Lele Picà, Stefania Romano, Massimo Romani, Gianfranco Sergio, Leonardo Santoli. Dalla riflessione sul tema della figura nascono due mostre apparentemente distinte, ma in realtà accomunate da un sottile filo rosso. Da un lato vi sono dipinti carichi di memoria: un’incisione di Agostino Carracci su un tema religioso (XVI secolo), il disegno raffigurante un nudo maschile realizzato da Carlo Stragliati a cavallo tra l’Otto e il Novecento, un’opera novecentesca dell’artista di origine russa Eugene Berman, le cui tele sono custodite in grandi collezioni pubbliche e private internazionali. Dall’altro, si confronteranno con quelle, in un percorso stimolante e originale, le opere di artisti contemporanei, emergenti o già affermati, che utilizzano differenti tecniche (incisione, disegno, olio, tempera, collage, fotografia). Oltre agli artisti presenti in permanenza in galleria e protagonisti di recenti personali, esporranno in questa collettiva Olinsky (pittore di fantasia sotto le cui spoglie si cela Paolo Sandano) e David Bacter, un personaggio misterioso che cela la sua identità dietro un casco integrale e che riprende nelle sue opere i comics degli anni Cinquanta. Notevole inoltre la presenza di un disegno di Kei Misuuchi, un grande artista giapponese scoperto anni fa da Giovanni Testori e scomparso nel 2001.
Redazione

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