Il delitto è avvenuto in via Filippo Carcano. La spada giapponese usata per uccidere l’uomo ha una lama di circa 30 centimetri. Il fendente ha reciso l’arteria femorale, rendendo vano ogni tentativo dei soccorritori. La vittima aveva precedenti per spaccio di stupefacenti. Secondo quanto riferito alla Polizia, veniva spesso visto alterato e pare avesse assunto alcol. Secondo quanto raccontato dalla donna, Valentina, l’avrebbe schernita e trattata male per ore, suscitando una prima reazione della compagna, che presa la katana, l’avrebbe rivolta contro se stessa minacciando di uccidersi, e poi, vedendo che lui non dava retta a questo suo gesto, lo avrebbe minacciato “ti faccio del male” attuando poi il suo proposito.
Un fendente secco a una gamba, che però ha reciso l’arteria femorale lasciando l’uomo esangue a terra, morto dissanguato in pochissimo tempo. Quando i soccorritori del 118 – chiamati dalla stessa donna in lacrime – sono arrivati nell’appartamento della coppia, al terzo piano di via Filippo Carcano 5, hanno trovato il corpo a terra in una pozza di sangue e hanno tentato di rianimarlo senza successo. Alla fine ne hanno constatato il decesso.
I due convivevano in quella casa da circa un anno e, almeno secondo i vicini, si sentivano litigare spesso. Lui disoccupato ma di famiglia agiata, lei impiegata in una casa discografica. Non avevano figli e in casa, al momento della lite, erano da soli.
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