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Ban Ki-moon sarà cittadino onorario di Torino

Il Consiglio comunale di Torino ha approvato una mozione con la quale viene conferita la Cittadinanza Onoraria al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.

La straordinaria personalità e statura morale di Ban Ki-moon, ottavo Segretario Generale delle Nazioni Unite, il suo impegno costante in favore della pace, di un ordine internazionale più giusto, e di un ruolo più forte dell’ONU hanno portato il Consiglio Comunale a pronunciarsi sul prestigioso riconoscimento.

La cittadinanza onoraria corona il legame, ampio e consolidato dell’ONU con la Città di Torino, sede di un campus che ospita il Centro di Formazione dell’OIT- ILO, lo Staff College delle Nazioni Unite e l’UNICRI. Un solido rapporto ulteriormente confermato dallo svolgimento di tre edizioni dell’Annual United Nations Retreat e dalla presenza di Ban Ki-moon al III Forum Mondiale dello Sviluppo Locale, nell’ottobre scorso.

“Sono felice di questo conferimento – ha detto il Sindaco Fassino- che riconosce l’altissimo profilo internazionale e politico di Ban Ki – moon, e il suo impegno costante per una globalizzazione più giusta. In un momento delicato e complesso della vita del pianeta è alle figure di pace e  agli uomini capaci di avere visione che il mondo deve guardare”.

Ban Ki – moon ha all’attivo 37 anni di servizio a livello governativo e sulla scena mondiale. E’ stato Ministro degli Affari Esteri e del Commercio della Repubblica di Corea e il suo primo rapporto con le Nazioni Unite risale al 1975. Nel tempo sono seguiti numerosi e prestigiosi incarichi, fra i quali quello di ambasciatore a Vienna. E’ stato presidente della Commissione preparatoria per l’organizzazione del trattato sul bando totale degli esperimenti nucleari. Si è distinto dopo gli attentati dell’11 settembre 2011 e ha accresciuto il ruolo dell’Onu per il disarmo e la sicurezza internazionale. In particolare Ban Ki – moon si è adoperato nella conferenza di pace di Ginevra per lo scacchiere siriano e per trovare una mediazione democratica e dare un governo stabile alle terre libiche.

Redazione

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