L’emergenza umanitaria determinata dai flussi migratori rischia di dare una spinta alla “dissoluzione” dell’Unione europea. Il prevalere degli euroscettici è un dato di fatto. Ancora di più in questa fase di forte crisi economica. L’Europa è vista sempre più come una costosa macchina burocratica e non è mai diventata una “Federazione” di Stati. Non esiste una politica estera comune. Le strategie e gli interessi che prevalgono sono sempre quelli nazionali.
La dura prova dei “migranti” che hanno letteralmente “invaso” ogni angolo del Vecchio Continente, ha fatto vacillare l’Ue. La Commissione potrebbe, infatti, proporre al Consiglio europeo di “sospendere” la libera circolazione di persone prevista dall’accordo di Schengen. Secondo quanto previsto dall’articolo 26 del codice, in caso di “minaccia sistemica e persistente” alle frontiere esterne potranno essere introdotti controlli a fino a 2 anni. Lo rivelano fonti Ue, secondo cui la questione verrà riproposta in un summit a febbraio.
A maggio, la Germania, e a seguire altri Paesi, esaurirà il periodo massimo per i controlli consentito dagli articoli 23 e 25.
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