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Anche il Natale 2015 a Roma è sinonimo di presepe

La Capitale ne contiene di ogni genere, forma e stile. Noi ne proponiamo tre, tutti decisamente nel solco della tradizione, di cui uno “virtuale”. E quest’ultimo, che sostituisce il presepe fisico nel cuore di Roma per consentire importanti lavori di restauro, è un trionfo di arte classica romana: necessità che fa virtù.

Il presepe sul Campidoglio, accanto a Palazzo Nuovo (a sinistra guardando la facciata di Palazzo Senatorio). Come sempre un piccolo gioiello dentro una teca trasparente, realizzato da un esperto artigiano che ripropone la più schietta ambientazione romana: l’osteria, i fiaschi, le vettovaglie appese, la Sacra Famiglia immersa in un’atmosfera da bozzetto ottocentesco alla Bartolomeo Pinelli.

Poi un altro grande classico, il Presepe dei Netturbini: è sempre quello nato nel 1972 ad opera di un dipendente aziendale, appassionato della materia e ora in pensione. Ma ogni anno l’autore, aiutato da operatori ecologici di zona, lo arricchisce con nuovi dettagli. Collocato nella sede Ama di via dei Cavalleggeri 5, fino al 31 gennaio è visitabile tutti i giorni dalle 8 alle 20, comprese domeniche e festivi. E’ un presepe grande e impegnativo: tutto in muratura e calce, è composto da circa 2.800 pietre provenienti da tutto il mondo (a rappresentare, nel vivo della materia, un’idea di pace e fratellanza tra i popoli). Ricostruisce in ogni più minuto particolare l’ambiente della Palestina dei tempi di Gesù, del suo territorio e delle sue abitazioni. Comprende 105 case in pietra tufacea con infissi di legno, un caminetto fumante, 52 metri di strade, 4 fiumi con 10 ponti, 4 acquedotti, 4 sorgenti e un pozzo con acqua sorgiva, 770 gradini, 24 grotte, 280 personaggi e 165 animali.

Infine il presepe di luce a Trinità de’ Monti, per la precisione – questo il suo nome – Natale in Giubilo, luci della Natività nell’arte. Fino al 6 gennaio ogni sera, dalle 18 a mezzanotte, sulla scalinata in restauro vengono proiettate 24 foto ispirate a quadri e affreschi sulla Natività custoditi nelle chiese romane. Le immagini sono elaborate dall’architetto Livia Cannella, l’iniziativa è di Confcommercio Centro, neonata federazione tra oltre cento negozianti del Tridente. Una novità dettata, come si diceva all’inizio, dalla necessità; ma pure un incanto per gli occhi, che non fa rimpiangere il consueto presepe romano di piazza di Spagna.

Redazione

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