La preoccupazione è “anche per la sicurezza” perché chi “utilizza la rotta balcanica passando da certi Paesi come il Kosovo, dove ci sono fenomeni di radicalizzazione, potrebbe farlo con l’intenzione di venire con la protezione di quel documento con il fine di fare qualcosa di grave dalle nostre parti”. Lo ha detto Giacomo Stucchi, presidente del Copasir.
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