I tecnici professionisti presenti all’interno della struttura mobile, infatti, sono ex detenuti che hanno seguito specifici corsi di formazione e sono in grado di effettuare a domicilio guasti di tipo tecnico ed elettrico. Nel caso di interventi più complessi, invece, i dispositivi saranno trasportati dal furgone all’interno del laboratorio sito nel carcere di Bollate dove i detenuti provvederanno alla riparazione. Possono usufruire degli interventi, oltre ai privati, anche i consigli di zona – destinatari di alcuni interventi in via sperimentale – associazioni no profit e aziende.
“In città c’è un nuovo servizio per i cittadini che è anche un ottimo strumento di inclusione sociale – ha commentato l’assessore alle Politiche per il lavoro e lo sviluppo economico Cristina Tajani – L’amministrazione comunale ha contribuito con 200 mila euro a questo progetto in cui crediamo fortemente, perché permette agli ex detenuti di superare il disagio economico e sociale di cui spesso sono vittime fuori dalle carceri e allo stesso tempo aiuta i detenuti nel loro percorso di reinserimento lavorativo”.
La Commissione di Garanzia sugli scioperi ha segnalato alle autorità competenti la necessità di adottare…
Un violento terremoto di magnitudo 7 ha colpito la regione autonoma del Tibet, nella Cina…
L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato a maggioranza la proposta di legge di iniziativa popolare sulle…
Entrare in un bazar turco significa immergersi in un universo fatto di colori vivaci, profumi…
Il blocco dei trasporti mette in ginocchio l’industria alimentare del Mezzogiorno. Sette stabilimenti del gruppo…
Il Consiglio dei ministri interviene contro il caro carburanti con 60 milioni di euro destinati…