I tecnici professionisti presenti all’interno della struttura mobile, infatti, sono ex detenuti che hanno seguito specifici corsi di formazione e sono in grado di effettuare a domicilio guasti di tipo tecnico ed elettrico. Nel caso di interventi più complessi, invece, i dispositivi saranno trasportati dal furgone all’interno del laboratorio sito nel carcere di Bollate dove i detenuti provvederanno alla riparazione. Possono usufruire degli interventi, oltre ai privati, anche i consigli di zona – destinatari di alcuni interventi in via sperimentale – associazioni no profit e aziende.
“In città c’è un nuovo servizio per i cittadini che è anche un ottimo strumento di inclusione sociale – ha commentato l’assessore alle Politiche per il lavoro e lo sviluppo economico Cristina Tajani – L’amministrazione comunale ha contribuito con 200 mila euro a questo progetto in cui crediamo fortemente, perché permette agli ex detenuti di superare il disagio economico e sociale di cui spesso sono vittime fuori dalle carceri e allo stesso tempo aiuta i detenuti nel loro percorso di reinserimento lavorativo”.
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