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Crotone, la vertenza con l’Eni continua a rimanere inevasa. Il sindaco Vallone scrive al presidente del Consiglio Renzi sui rapporti tra Eni e la città

Non esiste peggior sordo di chi non vuole sentire. In questo momento l’Eni sembra essersi tappate le orecchie con la cera per non ascoltare le Istituzioni comunali, in primis il Sindaco Peppino Vallone, a proposito del rinnovo della transizione tra Ionica Gas e Comune. La risposta data da Ionica Gas al Sindaco Vallone e ad alcuni rappresentanti istituzionali del Comune in occasione di un incontro avvenuto giorni addietro per definire la pratica della “transizione” si è chiuso con un nulla di fatto. I rappresentanti della Ionica Gas hanno chiuso l’incontro rispondendo che avrebbero rivisto l’accordo della transizione la prossima primavera quando al Comune di Crotone ci sarà una nuova amministrazione. Di fronte a tanta ingiustificata sordità da parte di Eni, il sindaco Peppino Vallone ha scritto al presidente del Consiglio Matteo Renzi chiedendo l’istituzione di un tavolo governativo con il coinvolgimento dell’Eni, del Comune e della Regione per giungere alla definizione dell’annosa vertenza tra la società e la città di Crotone. Analogamente il sindaco ha scritto al presidente della Regione Mario Oliverio, ai capigruppo parlamentari ed ai parlamentari calabresi espressione dei partiti rappresentati in seno al Consiglio Comunale di Crotone per chiedere il sostegno del percorso che tenga nella dovuta considerazione le esigenze manifestate dalla città anche attraverso il deliberato dell’assise cittadina della scorsa settimana. Nella nota al presidente del Consiglio Renzi il sindaco Vallone scrive: Il trentennale rapporto tra la città di Crotone e ENI è arrivato ad un punto di non ritorno. Un rapporto in realtà unilaterale, che ha visto ENI tradire la sua tanto decantata missione societaria e, dunque, tradire Crotone, indebolendo il tessuto socio – economico del territorio e portando la città a toccare tutte le vette negative per quanto attiene l’economia, l’ambiente, la povertà. Contravvenendo al principio del “chi inquina paga”, Eni evita sistematicamente, da anni, di mettere mano ad una concreta bonifica degli ex siti industriali che darebbe una risposta definitiva al danno ambientale che questa città vive ogni giorno che passa nella sua drammatica realtà. Una bonifica che se realmente realizzata rappresenterebbe una svolta decisiva allo sviluppo socio – economico di questo territorio. Eni continua a tergiversare ponendo ostacoli e rifuggendo dalle proprie responsabilità accertate anche dall’Autorità Giudiziaria. A questo diniego sistematico dei diritti della città di Crotone corrisponde dall’altro lato una attività cinica di sfruttamento del territorio. Sono decenni che la società continua a prelevare dal nostro mare il metano destinato al mercato italiano ed internazionale, che continua a fare business senza che a questo corrisponda per la città un miglioramento delle condizioni socio – economiche. La città è stanca di un continuo sopruso, perpetrato con cinica determinazione da Eni e dalle sue partecipate i cui interessi, evidentemente, non coincidono con gli interessi della comunità. Il Consiglio Comunale, e con essa la città di Crotone, si è determinato nell’inderogabilità di mettere la parola “fine” al percorso che fino ad oggi ha regolato i rapporti tra Eni e Crotone e di impostare un percorso nuovo che porti alla definizione della vertenza che si trascina da oltre un trentennio. Le chiedo, alla luce del deliberato del Consiglio Comunale, di voler istituire un tavolo di discussione da ella presieduto con il coinvolgimento dell’ENI, della città di Crotone e della Regione Calabria che tenga nella dovuta considerazione le esigenze manifestate dalla città. Certa della Sua sensibilità istituzionale la città di Crotone auspica una rapida istituzione del tavolo governativo

Redazione

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