La sperimentazione è promossa dall’assessorato capitolino alla Cultura – Sovrintendenza ai Beni Culturali che, con la direzione scientifica del museo, ha sostenuto il progetto dedicandogli alcuni giovani selezionati nel piano Garanzia Giovani e fornendo la consulenza scientifica e la documentazione dall’Archivio Fotografico e Gabinetto delle Stampe del Museo di Roma.
I visitatori muniti di occhiali ricevono direttamente sul display tutte le informazioni sul museo e i suoi personaggi, sotto forma di testo, immagini, video e riproduzioni audio. L’applicazione rimane a disposizione dei visitatori gratuitamente per due mesi.
La versatilità della collezione e i percorsi monumentali si prestano allo storytelling e all’interazione col paesaggio urbano. Per questo, durante la sperimentazione il museo propone un percorso virtuale di realtà aumentata che include 14 punti di interesse, le maggiori attrazioni del complesso archeologico, per un’esperienza divertente e, al tempo stesso, formativa. Ognuno si muove liberamente, scegliendo in autonomia il proprio percorso e i contenuti multimediali.
Nello stesso periodo la direzione del museo, la società ETT e il giovane creativo organizzano 10 incontri formativi rivolti alle scuole per spiegare ai più giovani il ruolo dei new media e delle tecnologie nella valorizzazione dei beni culturali.
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