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Crotone, continua la desertificazione occupazionale. Protestano i lavoratori della società dei servizi

La Crotone industriale, conosciuta come la Milano del Sud, è un lontano ricordo di oltre un ventennio. Le giovani generazioni apprendono del trascorso industriale della città di Pitagora da ciò che gli raccontano i genitori. Oggi i giovani crescono sapendo che il loro futuro si dovrà scrivere in altri luoghi lontano dalla Calabria. Il settore privato non è in grado di dare adeguate risposte occupazionali a causa della crisi che ha annientato la domanda per quanto riguarda i consumi di ogni genere, basti guardare il settore dell’edilizia che è completamente fermo. Ancora peggio sta il settore pubblico a causa del piano di rientro che il Governo Renzi continua ad attuare nei confronti degli Enti locali il cui risultato, fino ad ora, è l’incremento della disoccupazione. Crotone più di altre città sta pagando a caro prezzo queste decisioni. Alcune società che operano nell’ambito dell’Ente intermedio e del Comune quali Akros, Akrea, Soakro, Società dei servizi, dovrebbero subire un riordino societario che passerebbe dall’eliminazione di centinaia di posti di lavoro. E non finisce qui si potrebbe affermare a proposito di desertificazione occupazionale. Fine ottobre termina la gestione dell’esercizio provvisorio dell’Aeroporto Sant’Anna e per quella data si dovrà trovare una soluzione per il passivo della struttura aeroportuale, altrimenti si passerà alla fase fallimentare che significherebbe altri disoccupati. Questa è la fotografia di una città, Crotone, che continua a perdere occupazione nonostante abbia già pagato pegno all’occupazione con la perdita di oltre cinquemila occupati per la deindustrializzazione. Di fronte a tutto ciò continuano a non arrivare adeguate risposte politiche né locali, né nazionali. Anzi, stando alle dichiarazioni del sottosegretario De Micheli, lo scalo pitagorico deve essere chiuso. Se queste sono le prospettive, il futuro occupazionale di Crotone non avrà soluzioni immediate. La previsione che i tempi dell’inversione di rotta saranno lunghissimi è evidenziata dal continuo stato di agitazione dei dipendenti di queste società. Attualmente i 77 dipendenti della società dei servizi della provincia di Crotone sono in agitazione dal 23 settembre e come prima azione hanno impedito ai dirigenti l’accesso all’Ente. “Ancora accreditiamo lo stipendio di luglio, agosto, settembre e quattordicesima mensilità – affermano i dipendenti – la politica locale non da adeguate risposte ed altro non possiamo fare per richiamare l’attenzione di chi ha titoli per risolvere il nostro caso. Ed oltre alla mancanza dello stipendio non sappiamo se in futuro avremo un lavoro”. Questo è il quadro di una città che non regge più il peso di tanta sofferenza occupazionale. Ristrutturare marciapiedi, costruire rotonde, realizzare cavalcavia tecnologicamente all’avanguardia per consentire ai pedoni l’attraversamento della strada, portare a Crotone la copia della statua di Milone per piazzarla in una via centrale della città sono cose da apprezzare, anche se poi non si riesce ad eliminare l’abusivismo che c’è per le strade cittadine, rendere meno caotico il traffico, dare più servizi ai meno abbienti. Quando in una città l’argomento primario è la mancanza del lavoro, tutto il resto sono cose di secondaria importanza per poter dire che Crotone ha il Sindaco e un’Amministrazione.

Redazione

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