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Il bilancio della Toscana approvato dalla Corte dei Conti regionale

“La Toscana non può in nessun modo essere inclusa tra le Regioni con problemi di bilancio: il nostro rendiconto dei bilanci 2013 e 2014 è stato regolarmente parificato e cioè approvato dalla Corte dei Conti regionale. I finanziamenti erogati dallo Stato centrale per il pagamento dei debiti regionali non sono stati utilizzati per nuove spese correnti o per investimenti, e vengono regolarmente rimborsati al tasso d’interesse prefissato”.

Lo afferma il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, in riferimento alla notizia riportata dal Corriere della Sera secondo cui quasi tutte le Regioni avrebbero un buco nei bilanci che a livello nazionale potrebbe arrivare a 20 miliardi di euro.

“Trovo questo fare di ogni erba un fascio, senza distinguere comportamenti diversi tra le Regioni e senza denunciare in modo chiaro chi sbaglia, un attacco all’istituto Regione in quanto tale, un attacco che alla lunga non porterà nulla di buono al Paese”, aggiunge Rossi. “Voglio invece dire a Renzi che non ha nulla da temere dalla Toscana: i nostri conti sono in ordine e non sarà per la nostra Regione che il governo dovrà trovare ulteriori risorse”.

“E’ invece interessante – continua il presidente Rossi – una tabella pubblicata dallo stesso quotidiano (fonte Corte dei Conti) in cui si cumula il peso dei tagli alle Regioni nel periodo 2008-2015: in sette anni sono stati tagliati 10 miliardi di euro, a cui si aggiungono altri tagli alla sanità per 17,5 miliardi. Essendo l’accesso della Regione Toscana ai fondi nazionali attorno al 7%, è facile per chiunque fare il calcolo di quanto impegno e di quanto rigore abbiamo dovuto adottare per far tornare i conti, con una qualità e quantità di servizi ancora adeguata: sulla spesa in generale sono 700 milioni di euro in meno e sulla spesa sanitaria 1,5 miliardi in meno”.

“La verità – puntualizza Rossi – è che lo Stato sta massacrando la finanza locale: finora ha tutelato solo la spesa centrale e tagliato a Regioni e Comuni, che è come dire tagliare lo stato sociale (sanità, assistenza, asili nido) e buona parte della spesa per investimenti. Noi non ci sottraiamo alle nostre responsabilità e all’esigenza di risanare i conti pubblici ma non accettiamo di essere messi nel mucchio indistintamente”.

“Se davvero vogliamo fare spending review in modo equo – conclude il presidente Rossi – allora si devono individuare con chiarezza i colpevoli della spesa facile. E premiare coloro che invece hanno fatto le cose seriamente, a livello locale e centrale. Solo così i cittadini potranno essere adeguatamente informati per giudicare”.

Redazione

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