Il professor Giovanni Carlo Federico Villa assumerà la direzione scientifica della Pinacoteca di palazzo Chiericati, come stabilito dalla convenzione stipulata tra il Comune di Vicenza e la Fondazione Roi che ha a cuore la valorizzazione dei musei e delle opere d’arte della città.
A presentare l’accordo c’erano a palazzo Chiericati il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci e il presidente della Fondazione Giuseppe Roi, Gianni Zonin.
La Pinacoteca, a due anni dal pensionamento della conservatrice Maria Elisa Avagnina, ritorna ad avere una figura che, oltre ad occuparsi della direzione scientifica, curerà anche la valorizzazione e il riallestimento dell’intero museo in fase di restauro.
Il Museo negli ultimi due anni, nonostante la perdita di figure storiche, è stato comunque gestito con notevoli successi dal ridotto personale a disposizione, guidato dalla dirigente Loretta Simoni che in questo periodo, in maniera del tutto inedita, accorpa la responsabilità amministrativa della cultura e del turismo a quella dei musei.
“Una scelta allora in anticipo sui tempi – sottolinea il vicesindaco e assessore alla crescita Jacopo Bulgarini d’Elci – ma che si è rivelata funzionale, e che proseguirà anche nei prossimi anni, potendosi avvalere della professionalità e dell’esperienza del professor Villa. Così come preziosa è stata la collaborazione di Chiara Signorini, borsista della Fondazione Roi: tra i successi del biennio voglio citare la riaperta dell’ala palladiana, il riordino del gabinetto di disegni, la valorizzazione dei suggestivi interrati divenuti luogo dedicato al contemporaneo, protagonista di numerose e apprezzate mostre”.
“Si tratta di un accordo prezioso, che da un lato conferma la sensibilità e l’attenzione della fondazione Roi e del suo presidente nei confronti della cultura e in particolare di palazzo Chiericati, che stava così a cuore al marchese Roi – prosegue Bulgarini d’Elci -; dall’altro indica anche una prospettiva innovativa e virtuosa di alleanza tra il pubblico e il privato, fino ad arrivare a modelli di collaborazione nelle scelte e persino nella gestione. Una prospettiva necessaria se vogliamo che la parte pubblica, proprietaria del patrimonio ma in difficoltà economica e normativa nel valorizzarlo, riesca ad ampliare obiettivi ed orizzonti: dalla mera sopravvivenza ad azioni culturalmente e turisticamente rilevanti, di livello nazionale e internazionale come vogliamo portare nel futuro polo culturale del Chiericati”.
“E’ un passo ulteriore in quel percorso di sostegno alla conservazione e valorizzazione del patrimonio artistico vicentino, ed in particolare delle collezioni civiche museali della nostra città, che costituiscono il cuore dell’impegno della Fondazione Giuseppe Roi – spiega il presidente della Fondazione Giuseppe Roi, Gianni Zonin -. Il percorso è iniziato oltre 15 anni fa quando, ancora vivente il marchese Roi, la Fondazione finanziò la catalogazione, avvenuta negli anni successivi, dell’intero patrimonio pittorico e scultoreo del museo di Palazzo Chiericati. Guidò quell’impresa scientifica ed editoriale l’allora direttore del museo Maria Elisa Avagnina, affiancata da un giovane e già affermato studioso, Giovanni Federico Villa, che oggi torna a Vicenza alla guida scientifica del Chiericati.
Da allora molti altri interventi si sono succeduti da parte della Fondazione in favore del civico museo: la pubblicazione del VI° volume del catalogo generale della Pinacoteca di Palazzo Chiericati, dedicato al lascito di dipinti e opere d’arte dispsto dal marchese RoI; il finanziamento del progetto museografico generale del Nuovo Chiericati, cioè quel museo della Città da riallestire una volta conclusi i restauri, prima della fabbrica palladiana del Chiericati, poi dell’ala novecentesca edificata al suo fianco; il progetto esecutivo del riallestimento espositivo dell’ala novecentesca del museo; la borsa di perfezionamento triennale assegnata ad una giovane laureata che sta effettuando il suo tirocinio in gestione dei ben culturali presso il museo civico. E ora definiamo l’accordo con il Comune di Vicenza per mettere a disposizione del museo la necessaria guida scientifica che ne indirizzerà le prossime fasi di riallestimento e di riapertura dell’ala novecentesca. In termini di valore economico si tratta di interventi che sfiorano i 320.000 euro e che vanno ad aggiungersi agli interventi di restauro disposti in questi ultimi anni dalla Fondaizone Roi in favore di altri beni artistici di proprietà comunale: il restauro dell’Altare Pojana di San Lorenzo per 70.000 euro ed il restauro delle 34 tele del Maganza della Cappella del Rosario di Santa Corona – iniziato in questi giorni – con un previsione di spesa intorno ai 250.000 euro”.
Il professor Villa è docente universitario di storia dell’arte moderna all’Università di Bergamo, esperto di pittura veneta, già consigliere del presidente della Repubblica per le Scuderie del Quirinale e, soprattutto, profondo conoscitore delle ricchezze e delle potenzialità del patrimonio museale vicentino in quanto curatore, tra il 2000 e il 2005, dei primi sei volumi dell’imponente catalogo scientifico della pinacoteca civica.
Il primo impegno di Villa, sarà quello di accompagnare la nascita del nuovo allestimento dell’ala Novecentesca, il cui restauro è in fase conclusivo, affiancando l’architetto Emilio Alberti e il professor Mauro Zocchetta, a cui è stata affidata la direzione tecnica e il progetto esecutivo dell’allestimento stesso.
Questi ultimi sono stati scelti dalla Fondazione Roi poiché già autori del progetto museografico generale della Pinacoteca, sostenuto dalla Fondazione Roi appunto e approvato dalla Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici, nonché autori del progetto di allestimento dell’ala palladiana.
La Fondazione Roi è disponibile a sostenere le spese per le attività svolte dai tre professionisti per la durata della convenzione annuale, quindi da oggi a luglio del 2016.
L’ala Novecentesca accoglierà il meglio della pittura del ‘300, ‘400 e ‘500 oltre che il ciclo pittorico della chiesa di San Bartolomeo dell’ospedale di San Bortolo mentre nel palazzo palladiano, aperto nel dicembre 2013, sono esposte le opere del ‘500 e ‘600.
A poco a poco vanno quindi a comporsi i tasselli che daranno vita ad un museo di nuova generazione la cui crescita sarà accompagnata dalla professionalità del professor Villa che collaborerà insieme alla società Didakè S.a.s. di Villa G. & C. di Torino che si occupa di progettazione museale.
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