Si tratta, ha spiegato Parisi Presicce, di creare “un circuito museale delle Mura Aureliane” dando senso e nuova funzione alle porte. “Porte del tempo”, così le ha definite il Sovrintendente, tali da scandire un vero e proprio “racconto della città”. E così le antiche mura, straordinaria testimonianza della tarda Roma imperiale, possono addensare in sé “il senso identitario della città, soprattutto per chi abita oltre le mura stesse, fuori dal centro storico”.
In primo luogo, però, occorre pensare alla salute della vetusta cinta muraria: “Il progetto Osservatori”, ha proseguito Parisi Presicce, “ci ha consentito di inserire in una banca dati ogni possibile informazione sulle Mura: un patrimonio enorme”. Che consente di lavorare su solide basi scientifiche alla tutela. In banca dati, fa sapere il Sovrintendente, ci sono “la verifica dello stato di conservazione, documenti d’archivio dei precedenti restauri, documentazione fotografica, la revisione grafica – centimetro per centimetro – dello stato di conservazione dei paramenti murari”.
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