Una scuola accogliente per bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico: una scuola che renda concreto il loro diritto all’istruzione mettendosi in discussione anche sotto il profilo organizzativo-didattico sapendo anche adeguare ambienti e spazi di apprendimento. Questo l’obiettivo di un protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Ufficio Scolastico Regionale e Anci Toscana, approvato dalla Giunta – su proposta degli assessori Emmanuele Bobbio e Stefania Saccardi – e che presto sarà sottoscritto dai rappresentanti dei tre organismi.
Con validità triennale, il protocollo prevede una specifica Commissione per coordinare e verificare le azioni previste. Per ciascun soggetto firmatario vengono declinati gli impegni: dalla formazione del personale scolastico attraverso equipe multidisciplinari ASL all’aggiornamento delle “linee guida” per la diagnosi precoce e la presa in carico dei disturbi dello spettro autistico; dalla costituzione di una “comunità di confronto” fra le scuole impegnate su questo tema all’integrazione del protocollo nel più ampio insieme di interventi riferiti a studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES); dalla sensibilizzazione istituzionale e sociale su queste tematiche alla promozione di rapporti fra Comuni e cooperative sociali “B” per favorire l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Il protocollo approva gli indirizzi tecnici per l’inclusione scolastica di questi studenti evidenziando le tre dimensioni (progettazione, organizzazione e didattica) su cui la scuola può e deve costruire efficaci percorsi educativi.
“Una scuola a misura di studente con autismo – sottolinea l’assessore Bobbio – deve utilizzare strategie specifiche per strutturare spazi e scegliere ambienti il più possibile amichevoli, deve strutturare i suoi tempi in modo da garantire ritmi, pause e recuperi che rispettino questi alunni, deve ricorrere a modalità comunicative il meno faticose possibili. Il protocollo fornisce un importante contributo su questa strada”.
“Per l’alunno con disturbi dello spettro autistico – aggiunge Stefania Saccardi – la scuola è comunqe un contesto complicato ma è anche una occasione unica per entrare in contatto e stabilire legami, alla pari, con gli altri studenti e acquisire abilità nuove. Con questo atto facciamo tutti insieme un passo avanti verso un maggior livello di civiltà”.
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